VIDEO – Prostata, gli 8 sintomi che preannunciano problemi

Per definire lo stadio di un tumore alla prostata di solito si fa riferimento al sistema TNM, in funzione del quale la N segnala lo stato dei linfonodi e la M segnala la presenza di eventuali metastasi. A tali parametri si abbina anche il grado di Gleason. Ne derivano tre classi di rischio differenti: alto, intermedio e basso rischio.

La prostata è un organo che, come noto, è presente solo negli uomini: ha le dimensioni di una castagna, circonda l’uretra ed è collocata sotto la vescica. Poiché riveste un ruolo molto significativo per la produzione di liquido seminale, nel caso in cui la sua struttura subisca delle alterazioni c’è il rischio di una compromissione della fertilità maschile.

Per la verità, sono vari i tipi di cellule che compongono la prostata, e ognuna di esse in teoria è in grado di trasformarsi e di avere un’evoluzione cancerosa. La maggior parte dei tumori alla prostata che vengono diagnosticati sono adenocarcinomi. In casi più rari, invece, si può essere in presenza di carcinomi a cellule di transizione, di carcinomi a piccole cellule e di sarcomi.

La prostata è una ghiandola particolarmente sensibile rispetto all’azione degli ormoni e, nello specifico, del testosterone, che è in grado di condizionarne la crescita. Nel momento in cui le cellule presenti dentro la ghiandola iniziano a crescere in modo incontrollato, si ha a che fare con una forma tumorale.

Va detto, ad ogni modo, che non di rado il dosaggio dello PSA restituisce, in riferimento al tumore prostatico, dei falsi positivi. In altri termini, può capitare che i valori della proteina portino a credere di avere a che fare con un tumore alla prostata che, però, viene in seguito smentito dagli accertamenti successivi.

Prostata

Una sintomatologia in apparenza di lieve entità può, d’altro canto, rappresentare il segnale di un sistema urinario in cattivo stato, che con il trascorrere del tempo può andare incontro a un peggioramento.

Per questa sua posizione è relativamente facile poter palpare la prostata attraverso il retto con il dito o studiarla con l’ecografia transrettale.

Per controllare lo stato di salute della prostata si può ricorrere a un’ecografia, che si basa sull’introduzione nel retto della persona di una sonda metallica (in seguito a una lubrificazione adeguata) che emette delle onde sonore ad alta frequenza riflesse poi dai tessuti circostanti.

È molto importante chiarire che i diversi disturbi NON sono collegati tra loro, ad esempio soffrire di prostatite o di prostata ingrossata non aumenta il rischio di sviluppare un cancro alla prostata; d’altra parte è anche possibile manifestare più di una condizione alla volta.

Sono allo studio diversi modi per migliorare il test del PSA, che consentiranno di individuare solo i tumori per cui è necessaria una terapia.

  • Sorveglianza attiva o attesa vigile. Se i sintomi non sono troppo gravi il medico vi potrebbe consigliare di attendere prima di iniziare una qualsiasi terapia, per vedere se il problema peggiora. Dovrete però effettuare controlli regolari, a cadenza annuale; poi se i sintomi peggiorano, potrete iniziare la terapia.
  • Farmaci. Per alleviare i sintomi esistono farmaci appositi che rilassano i muscoli vicino alla prostata o fanno diminuire le dimensioni della ghiandola. Chiedete al medico di illustrarvi gli eventuali effetti collaterali.
  • Intervento chirurgico. Se le soluzioni precedenti non si sono dimostrate efficaci il medico potrebbe consigliarvi un intervento chirurgico che ripristini il normale flusso dell’urina. Esistono diversi tipi di intervento. Chiedete al vostro medico quali sono i rischi, anche dopo l’intervento è importante effettuare controlli regolari.
  • Altre terapie. A volte si usano anche le radioonde, le microonde o il laser per curare i problemi causati dall’ipertrofica prostatica benigna.

Il tumore alla prostata è una malattia frequente nei Paesi sviluppati, ma in realtà il suo tasso di mortalità è molto basso. La terapia per il cancro alla prostata sarà tanto più efficace quanto più precoce è la diagnosi, soprattutto se il tumore non si è ancora diffuso in altre parti dell’organismo (metastasi).

Si raccomanda in ogni caso si consultare immediatamente il medico o l’urologo in caso di comparsa di uno o più dei seguenti sintomi:

  • necessità frequente di urinare,
  • necessità di svegliarsi più volte durante la notte per urinare,
  • tracce di sangue nell’urina o nello sperma,
  • dolore o bruciore durante la minzione,
  • impossibilità di urinare,
  • dolore durante l’eiaculazione,
  • dolore o rigidità frequente nel fondoschiena, nei fianchi, nella zona pelvica, rettale o inguinale,
  • perdita di urina.

Tra i sintomi più comuni della prostatite ricordiamo:

Se l’esame evidenzia una massa di sospetta natura tumorale, il medico vorrà confermare la diagnosi mediante una biopsia: verranno quindi prelevati alcuni pezzettini della ghiandola, per vedere se contengono cellule tumorali.

Ne riconosciamo tre casi principali:

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