Tumore alla prostata: sintomi, sopravvivenza e cura

  • pallore cutaneo,
  • debolezza,
  • fiato corto e affanno,
  • vertigini e capogiri.
  • sintomi,
  • esito dell’esplorazione rettale effettuata dal medico con un dito coperto da un guanto lubrificato,
  • dosaggio del PSA (antigene prostata-specifico) nel sangue.

La terapia ormonale rallenta la crescita tumorale, in quanto lo sviluppo del cancro alla prostata è legato all’azione del testosterone. Il trattamento ormonale mira quindi a bloccare gli effetti di tale ormone. Questi farmaci vengono somministrati dallo specialista in ambulatorio con cadenza variabile ogni 1, 3, 4 o 12 mesi. Gli effetti collaterali comprendono:

La terapia può prevedere:

  • un’esplorazione rettale, che dovrà verificare la ricerca di anomalie alla palpazione della prostata (ghiandola dura, ingrandita, con rigonfiamenti irregolari);
  • la misurazione del PSA nel sangue. Il PSA, tuttavia, può essere nei valori normali pur in presenza di tumore, oppure elevato per altri motivi (ipertrofia prostatica benigna, prostatite).
  • ossa, soprattutto a livello del bacino, delle costole e della colonna vertebrale. Le metastasi ossee tendono a provocare dolore e a determinare fratture patologiche, in quanto le ossa colpite diventano più fragili;
  • midollo spinale, causa di dolore, intorpidimento, debolezza e incontinenza urinaria.

La prostata è una ghiandola a forma di castagna, la cui funzione è quella di produrre la parte liquida dell’eiaculato; si trova appena al di sotto della vescica e davanti al retto, con cui è in contatto.

Tali interventi si effettuano nei pazienti con tumore confinato alla prostata.

Il sospetto diagnostico si fonda su:

  • età;
  • salute generale, comprese le condizioni coesistenti;
  • l’estensione e la localizzazione delle metastasi;
  • grado del tumore;
  • livelli di PSA;
  • i tipi di trattamenti che una persona riceve.

Uno studio ha dimostrato che l’impatto dei nuovi trattamenti sulla speranza di vita per il cancro alla prostata ha portato avanzamenti importanti. I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che ricevono nuovi trattamenti vivono, in media, due anni in più di quanto avrebbero potuto 10 anni fa.

Uno studio condotto da alcuni ricercatori in Belgio ha analizzato l’effetto che hanno le metastasi ossee sui tassi di sopravvivenza per gli uomini con cancro alla prostata. Essi hanno scoperto che le metastasi ossee hanno un forte effetto sui tassi di sopravvivenza. I risultati hanno mostrato tassi di sopravvivenza come descritti di seguito:

Carcinoma metastatico alla prostata senza metastasi ossee:

Vaccini come il sipuleucel-T vengono ora utilizzati per spingere il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali della prostata. Questi vaccini sono simili a quelli che vengono utilizzati per rafforzare la risposta del sistema immunitario alle malattie infettive. I vaccini vengono creati in laboratorio utilizzando cellule dal corpo.

Carcinoma metastatico alla prostata con metastasi ossee:

sopravvivenza ad un anno: 87 per cento;

L’orchiectomia, o la rimozione chirurgica dei testicoli, può anche essere utilizzata per ridurre rapidamente i livelli di testosterone. Anche se è una procedura chirurgica, l’orchiectomia è considerata una terapia ormonale, perché inibisce il testosterone.

Carcinoma metastatico alla prostata con metastasi ossee e coinvolgimento scheletrico:

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