Tumore alla prostata: sintomi e sopravvivenza

Con l’invecchiamento la dimensione della prostata può aumentare, una prostata ingrossata può bloccare il flusso dell’urina dalla vescica e causare anche problemi alla funzione sessuale. Questa condizione è chiamata ipertrofia prostatica benigna (IPB) e, anche se non rappresenta un cancro, può essere necessario il ricorso alla chirurgia per affrontare il problema.

Esclusi i carcinomi della cute, il tumore della prostata è il più comune negli uomini italiani e purtroppo spesso non si manifesta attraverso sintomi precoci, mentre nelle fasi più avanzate può diventare causa di diversi disturbi legati alla minzione.

Se il tumore non si è ancora diffuso dalla prostata ad altre parti del corpo, il medico vi potrebbe consigliare:

La terapia del tumore alla prostata varia a seconda che il tumore sia limitato alla ghiandola o si sia già diffuso in altre parti del corpo; ovviamente la cura dipende anche dalla vostra età e dallo stato di salute generale.

  • l’esplorazione rettale,
  • il controllo del PSA con un prelievo del sangue,
  • l’eventuale biopsia.

La prostata è una ghiandola del sistema riproduttore maschile situata sotto la vescica (l’organo che raccoglie ed espelle l’urina) e davanti al retto (la parte inferiore dell’intestino).

Quando la massa aumenta di volume compaiono sintomi urinari:

Nelle sue fasi iniziali il tumore della prostata è asintomatico e viene diagnosticato in seguito alla visita urologica, che comporta

L’esame definitivo per la diagnosi di un tumore alla prostata è invece la biopsia, che prevede il prelievo di un certo numero di campioni di tessuto della ghiandola; trattandosi di un esame particolarmente invasivo, per quanto ragionevolmente sensibile e preciso, è compito degli specialisti individuare i soggetti in cui i rischi giustifichino la conduzione dell’esame.

Si raccomanda in ogni caso si consultare immediatamente il medico o l’urologo in caso di comparsa di uno o più dei seguenti sintomi:

  • aumentata frequenza della necessità di urinare,
  • necessità di alzarsi molte volte durante la notte per urinare,
  • presenza di sangue nell’urina o nello sperma,
  • dolore o sensazione di bruciore durante la minzione,
  • eiaculazione dolorosa,
  • frequente comparsa di dolore nella parte inferiore della schiena, ai fianchi, nell’area pelvica, rettale,
  • perdita di gocce di urina.

Il medico potrà anche prescrivervi un esame del sangue, per controllare il livello del PSA, l’antigene specifico prodotto dalla prostata. I livelli del PSA possono essere maggiori in quegli uomini che presentano un ingrossamento benigno od un tumore alla prostata; potrebbe anche essere necessario un esame ecografico per poter ottenere immagini computerizzate della ghiandola.

Per scoprire se questi sintomi siano causati dal tumore alla prostata, il medico vi interrogherà su tutti i dettagli dei vostri precedenti clinici. Inoltre eseguirà un esame fisico, durante il quale introdurrà un dito nel retto per valutare se la prostata presenta indurimenti o protuberanze.

Tra i sintomi più comuni della prostatite ricordiamo:

È sicuramente vero che i problemi alla prostata sono molto frequenti, soprattutto quando si superano i 50 anni, ma la buona notizia è che esistono diversi modi per risolverli e prevenirli.

La prostatite è un’infiammazione della ghiandola prostatica; colpisce almeno la metà degli uomini almeno una volta nella vita, ma non aumenta il rischio di altre malattie della prostata.

  • Sorveglianza attiva o attesa vigile. Se i sintomi non sono troppo gravi il medico vi potrebbe consigliare di attendere prima di iniziare una qualsiasi terapia, per vedere se il problema peggiora. Dovrete però effettuare controlli regolari, a cadenza annuale; poi se i sintomi peggiorano, potrete iniziare la terapia.
  • Farmaci. Per alleviare i sintomi esistono farmaci appositi che rilassano i muscoli vicino alla prostata o fanno diminuire le dimensioni della ghiandola. Chiedete al medico di illustrarvi gli eventuali effetti collaterali.
  • Intervento chirurgico. Se le soluzioni precedenti non si sono dimostrate efficaci il medico potrebbe consigliarvi un intervento chirurgico che ripristini il normale flusso dell’urina. Esistono diversi tipi di intervento. Chiedete al vostro medico quali sono i rischi, anche dopo l’intervento è importante effettuare controlli regolari.
  • Altre terapie. A volte si usano anche le radioonde, le microonde o il laser per curare i problemi causati dall’ipertrofica prostatica benigna.

Il tumore alla prostata, nelle fasi iniziali, non causa alcun sintomo: in seguito, quando il cancro si sviluppa, potreste avere dei problemi a urinare.

Anche in questa fascia d’età è consigliato di evitare le esposizioni a sostanze nocive sul luogo di lavoro, e che ha un lavoro che comporta l’esposizione a polveri nocive o di sostanze volatili o contatto della pelle con materiali pericolosi deve sempre utilizzare dei mezzi di protezione dall’esposizione. Si ricorda che le esposizioni dannose possono causare una serie di malattie, tra cui malattie respiratorie, che possono manifestarsi molti anni dopo, e anche diversi tipi di tumori maligni.

Chi ha un alto rischio di Melanoma, che si definisce dall’essere di carnagione chiara, l’esistenza di nevi multiple, avere un parente di primo grado che è stato ammalato con il melanoma della pelle o uno stretto membro di famiglia con molteplici nevi o che è stato particolarmente esposto al sole. E’ consigliato un esame da parte del medico di famiglia o dal dermatologo per identificare lesioni sospette. Ci sono cliniche speciali per le valutazioni e il monitoraggio di queste lesioni utilizzando le fotografia per le valutazioni confrontando le foto ogni anno.

Per chi non ha un aumentato rischio di morbilità avendo stretto familiare affetto dal tumore della Mammella del Colon o il Melanoma cutaneo (della pelle) non ci sono delle raccomandazioni specifiche o misure particolari da rendere in questa età.

Non ci sono attualmente informazioni chiare sui possibili danni futuri alle donne sottoposte a trattamenti di fertilità anche se ci sono sospetti al riguardo, si consiglia intanto di considerare con tanta attenzione il numero di cicli di trattamento.

I a questa fascia di età è il tumore al seno (Mammella) il più importante tipo di tumore e costituisce circa la metà di tutti i tumori maligni in questa fascia d’età. I tumori che sono secondi al tumore mammario sono il cancro del collo dell’utero, il tumore alla tiroide, melanoma della pelle e il cancro del colon. I principali consigli per prevenzione tumori donne 40-50 anni sono riportate qui:

La Mammografia, che è lo strumento principale per la diagnosi precoce del tumore al seno, è consigliata solo dall’età di cinquanta, perché l’età di cinquant’anni è considerata l’età della menopausa, e quindi la sensibilità della mammografia (che vuol dire la capacità del test di identificare le donne con un ragionevole sospetto della malattia) si mostra assai più alta che nelle donne durante il ciclo mestruale attivo. Tuttavia, a causa della significativa incidenza della malattia in ed il fatto che circa un quarto dei pazienti con il carcinoma alla mammella vengono diagnosticati ogni anno prima dei 50 anni, che è l’età raccomandata di iniziare la mammografia, è importante eseguire un controllo di routine da uno specialista (ginecologo o chirurgo della mammella) e si può anche considerare di prendere almeno una mammografia durante questo periodo. La logica nel fare una tale prova sta nel fatto che l’esame può dare informazioni sulla struttura del seno e di conseguenza pianificare con il consiglio del medico, se sarebbe utile a una data donna di continuare i test prima dei 50 anni. Alcune donne hanno un seno denso e/o fibrocistico che rende difficile l’interpretazione della mammografia e riduce la possibilità di individuare in modo sufficiente qualsiasi risultato sospetto. Per questo, un esame a questa età può dare un quadro della struttura del seno e di conseguenza la pianificazione della diagnosi precoce e la frequenza della mammografia. Notiamo che questo non fa parte delle raccomandazioni abituali.

Quali sono le migliori pratiche per adottare al fine di evitare il cancro

Se è stata prelevata una biopsia da una lesione sospetta, si deve verificare i risultati. La fiducia (o il pensiero) che “Se c’è qualcosa, m’informeranno” è giusta ma non è sempre reale. La praticata in medicina è di richiamare il paziente se i risultati dei test richiedono un tale atto, ma come tutti i sistemi anche quella medica non è immune da malfunzionamenti ed è il dovere del paziente di essere coinvolto nella sua salute, soprattutto quando si tratta di risultati dei test che possono essere importanti. La stessa regola si applica anche per qualsiasi altro test fatto.

Chi è definita di essere a rischio per il cancro ovarico (la definizione include la morbilità del cancro al seno o alle ovaie in parente di primo grado, avendo le ovaie policistiche e/o in conseguenza di consulenza genetica personalmente) dovrebbe sottoporsi a una visita ginecologica periodica, eseguire l’ecografia delle ovaie e testarsi peri i marcatori di cancro ovarico (quello principale è chiamato CA-125). La frequenza delle prove saranno determinati in base ai risultati, ma con ina frequenza bi o tri-annuale.

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