Tumore alla prostata: sintomi, cure, sopravvivenza e prevenzione

I criteri che consentono di classificare la stadiazione del tumore sono :

Un limite della terapia ormonale è che dopo qualche tempo il tumore sviluppa resistenza alla sua azione.

Secondo tale sistema esistono quattro stadi della diffusione tumorale da I a IV.

Dall’esterno della ghiandola. Focalizzando sul tumore un fascio di raggi X ad elevata energia. Allo studio vi è una nuova tecnica che utilizzerebbe un fascio di protoni che hanno minori effetti collaterali dei raggi X.

La classificazione della stadiazione del tumore si esprime comunemente poi col sistema denominato TNM acronimo di Tumore, Nodi, Metastasi.

indice di malignià del tumore,

Età avanzata. La malattia è molto rara in individui che hanno meno di 45/50 anni. L’età media degli ammalati di tumori alla prostata è di 70 anni. Sicuramente però queste statistiche non sono esatte perchè nella sua prima fase la malattia è asintomatica e quindi molti soggetti ne sono ammalati senza esserne consapevoli e spesso muoiono senza che il tumore venga scoperto, come dimostra il fatto che le autopsie di uomini anziani morti per altre cause hanno di frequente evidenziato la presenza di un tumore prostatico non diagnosticato.

Il tumore alla prostata è la crescita anomala, eccessiva e disordinata di una delle diverse tipologie di cellule che costituiscono il tessuto della ghiandola prostatica. Crescita che avviene al di fuori dei normali meccanismi che regolano la proliferazione dei tessuti a causa di danni del DNA. I tipi di tumori che possono svilupparsi sono:

I trattamenti più utilizzati comunque sono:

1) Il latte magro / scremato è la principale fonte di calcio del latte. Se una persona beve molto latte le concentrazioni intracellulari di 1,25-diidrossicolecalciferolo (forma attiva della vitamina D) si riducono e questo può stimolare la formazione del tumore alla prostata.
Fonte

Il carcinoma della prostata si sviluppa nella parte esterna della ghiandola prostatica, mentre l’adenoma (ipertrofia prostatica benigna) colpisce prevalentemente i lobi centrali,
Il tumore supera la capsula prostatica ed invade precocemente i linfonodi del bacino e della regione pelvica.
In seguito, può diffondersi alle ossa di:

3) Secondo Newmark et al. la quantità elevata di fosfati contenuti nei latticini può favorire lo sviluppo del tumore alla prostata perché aumenta la concentrazione di fosfati nel plasma. Questo incrementa eccessivamente la concentrazione di 1,25-diidrossicolecalciferolo.

  • Non essere in grado di urinare
  • Avere difficoltà nell’avviare e mantenere il flusso di urina
  • Bisogno di urinare spesso, soprattutto di notte (nicturia)
  • Flusso di urina debole
  • Dolore o bruciore durante la minzione
  • Bisogno urgente di urinare
  • Ritenzione di urina nella vescica

2) Un altra causa può essere l’acido fitanico contenuto nei latticini che può aumentare l’espressione dell’enzima α-metilacil-coa racemasi.
Questa sostanza interviene nello sviluppo del tumore.

5) Il collegamento tra latte intero e carcinoma prostatico mortale può essere dovuto agli effetti dei grassi contenuti nel latte (soprattutto i grassi saturi) e altri fattori (inclusi obesità ed eccesso di insulina).
Il latte intero ha un contenuto di grassi saturi circa 40 volte superiore rispetto al latte scremato.

Il tumore della prostata si forma

Last updated on luglio 12th, 2018 at 06:21 pm

Di solito, il tumore alla prostata non provoca sintomi nelle prime fasi.
I segni e i sintomi si sviluppano quando la massa cresce e provoca dei problemi a urinare.
Qui ci sono alcuni sintomi frequenti

Ogni paziente può riferire sintomi molto diversi, poiché essi dipendono sia dalla salute generale sia dalle zone colpite dalle cellule tumorali. Alcuni sintomi, inoltre, possono essere conseguenze delle terapie, ma anche questi possono variare in base alle condizioni cliniche del paziente.

  • tumore localmente avanzato, cioè esteso alle strutture adiacenti alla prostata, alla capsula prostatica e/o alle vescicole seminali e/o ai linfonodi del bacino;
  • tumore metastatico, diffuso ai linfonodi e/o ad altri siti (generalmente alle ossa);
  • tumore ricorrente o persistente (la cosiddetta recidiva), che si ripresenta dopo che il tumore primario è stato rimosso o trattato;
  • tumore resistente alla castrazione.

Come convivere con una diagnosi di tumore alla prostata metastatico: consigli e informazioni per affrontare la malattia e godersi il più possibile la vita.

8 Settembre 2016

  • senso di spossatezza, che può influenzare anche altri aspetti della vita quotidiana, come la motivazione, la capacità di concentrazione, l’umore e il desiderio sessuale;
  • dolore localizzato (soprattutto alle ossa);
  • problemi urinari;
  • disfunzioni sessuali;
  • disturbi renali;
  • disturbi dell’erezione
  • inappetenza;
  • ipocalcemia o diminuzione del calcio ematico;
  • alterazioni del sistema linfatico.

Il tumore alla prostata avanzato può rendere necessario un cambiamento nei propri ritmi e priorità.
Per prima cosa è importante adottare uno stile di vita sano, preferendo una dieta equilibrata e ricca di fibre, e dedicandosi regolarmente ad esercizi fisici. Non bisogna pretendere cambiamenti radicali o immediati, ma procedere a piccoli passi, fissando degli obiettivi da raggiungere.
Riorganizzare la propria vita spesso implica la rinuncia al lavoro e il prepensionamento: esistono sostegni economici per i malati oncologici ed è importante conoscere i propri diritti.
In alcuni casi diventa difficile svolgere le abituali attività quotidiane e si rendono necessari l’assistenza a domicilio o l’utilizzo di attrezzature e supporti speciali.

Fonte: Prostate Cancer Canada, An Advanced Prostate Cancer Diagnosis… Now What?, 2015, disponibile online

Quando il tumore si diffonde al di fuori della prostata, di norma colpisce le ossa ed i linfonodi. Tuttavia, possono essere colpite altre zone dell’addome, tra cui l’uretra, la vescica, gli ureteri, l’intestino ed il retto. In sporadici casi, il tumore può diffondersi dalla prostata verso i polmoni ed il fegato.

Per ridurre il senso di stanchezza, può essere utile pianificare la propria giornata concentrando le attività più importanti e stressanti al mattino, quando si hanno maggiori energie per affrontarle.
L’attività fisica è un ottimo alleato per ridurre lo stress e aiutare il rilassamento del corpo e della mente; inoltre, contribuisce a migliorare l’umore. Se non si è abituati a svolgere attività fisica, è consigliabile iniziare con una camminata e rivolgersi al proprio medico prima di affrontare esercizi più impegnativi.

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