Tumore alla prostata avanzato: consigli pratici

  • senso di spossatezza, che può influenzare anche altri aspetti della vita quotidiana, come la motivazione, la capacità di concentrazione, l’umore e il desiderio sessuale;
  • dolore localizzato (soprattutto alle ossa);
  • problemi urinari;
  • disfunzioni sessuali;
  • disturbi renali;
  • disturbi dell’erezione
  • inappetenza;
  • ipocalcemia o diminuzione del calcio ematico;
  • alterazioni del sistema linfatico.

Per ridurre il senso di stanchezza, può essere utile pianificare la propria giornata concentrando le attività più importanti e stressanti al mattino, quando si hanno maggiori energie per affrontarle.
L’attività fisica è un ottimo alleato per ridurre lo stress e aiutare il rilassamento del corpo e della mente; inoltre, contribuisce a migliorare l’umore. Se non si è abituati a svolgere attività fisica, è consigliabile iniziare con una camminata e rivolgersi al proprio medico prima di affrontare esercizi più impegnativi.

I sintomi più frequenti sono:

A differenza di altri tumori, la prognosi e l’evoluzione del cancro alla prostata possono variare sensibilmente da paziente a paziente.
La diagnosi di tumore prostatico avanzato non è necessariamente una condanna a morte, infatti sono in aumento i casi di morte per altre cause ed esistono numerosi trattamenti disponibili per garantire una qualità di vita soddisfacente.
Il tumore alla prostata può essere tenuto sotto controllo anche per anni dal momento della diagnosi, così come può essere del tutto asintomatico.
Spesso più complessa diventa la gestione delle emozioni e dello stress che la malattia porta con sé, soprattutto quando i trattamenti (ad esempio le terapie ormonali) rendono i pazienti emotivamente più vulnerabili e inclini alla depressione.
Queste emozioni sono del tutto soggettive ed imprevedibili, per cui non esistono regole sempre valide e ogni giorno deve essere affrontato nella sua singolarità.
Sarebbe opportuno parlare delle proprie preoccupazioni e ansie con una persona di fiducia o con un medico, in modo da trovare aiuto per affrontare le proprie debolezze e ottenere un punto di vista esterno.

Quando il tumore si diffonde al di fuori della prostata, di norma colpisce le ossa ed i linfonodi. Tuttavia, possono essere colpite altre zone dell’addome, tra cui l’uretra, la vescica, gli ureteri, l’intestino ed il retto. In sporadici casi, il tumore può diffondersi dalla prostata verso i polmoni ed il fegato.

Ogni paziente può riferire sintomi molto diversi, poiché essi dipendono sia dalla salute generale sia dalle zone colpite dalle cellule tumorali. Alcuni sintomi, inoltre, possono essere conseguenze delle terapie, ma anche questi possono variare in base alle condizioni cliniche del paziente.

  • tumore localmente avanzato, cioè esteso alle strutture adiacenti alla prostata, alla capsula prostatica e/o alle vescicole seminali e/o ai linfonodi del bacino;
  • tumore metastatico, diffuso ai linfonodi e/o ad altri siti (generalmente alle ossa);
  • tumore ricorrente o persistente (la cosiddetta recidiva), che si ripresenta dopo che il tumore primario è stato rimosso o trattato;
  • tumore resistente alla castrazione.

8 Settembre 2016

Il tumore alla prostata avanzato può rendere necessario un cambiamento nei propri ritmi e priorità.
Per prima cosa è importante adottare uno stile di vita sano, preferendo una dieta equilibrata e ricca di fibre, e dedicandosi regolarmente ad esercizi fisici. Non bisogna pretendere cambiamenti radicali o immediati, ma procedere a piccoli passi, fissando degli obiettivi da raggiungere.
Riorganizzare la propria vita spesso implica la rinuncia al lavoro e il prepensionamento: esistono sostegni economici per i malati oncologici ed è importante conoscere i propri diritti.
In alcuni casi diventa difficile svolgere le abituali attività quotidiane e si rendono necessari l’assistenza a domicilio o l’utilizzo di attrezzature e supporti speciali.

Alcune condizioni precancerose hanno il potenziale di evolvere in tumore alla prostata, anche se questo deve ancora essere stabilito con certezza:

L’adenocarcinoma è l’istotipo più frequente tra le neoplasie prostatiche (rappresenta circa il 95% dei tumori maligni).
Tuttavia, esistono altri tumori, che differenziano per presentazione clinica e decorso, tra cui:

Infiammazione (prostatite). La prostatite è un’infiammazione della prostata. Di solito, la causa principale è un’infezione batterica, ma può insorgere anche in assenza di agenti patogeni. I sintomi consistono in dolore al basso ventre, spesso accompagnato da disuria, e perdita di secrezioni mucose.

Alcuni fattori di rischio sono implicati nello sviluppo del tumore alla prostata:

Tumori maligni (cancro alla prostata)

  • Neoplasia prostatica intraepiteliale (PIN): al microscopio, le cellule della ghiandola prostatica sono caratterizzate da piccole alterazioni nella forma e nelle dimensioni, che le rendono anomale. Molti uomini possono presentare una displasia lieve (PIN1, basso grado) anche in giovane età, ma non necessariamente svilupperanno un tumore alla prostata. Una neoplasia prostatica intraepiteliale di alto grado, invece, correla ad un rischio significativamente maggiore. Per questo motivo, i medici devono monitorare attentamente ogni paziente in cui è riscontrata ed, eventualmente, effettuare un’altra biopsia della prostata.
  • Atrofia infiammatoria proliferativa (PIA): le cellule della prostata sembrano più piccole del normale e non ci sono segni di infiammazione nella zona. I ricercatori ritengono che la lesione possa evolvere a PIN di alto grado o direttamente a tumore.
  • Proliferazione microacinare atipica (ASAP): in questo caso, l’esito della biopsia è incerto, cioè il significato prognostico non è correlato ad una specifica natura di benignità o malignità; per questo motivo, al paziente è consigliata la ripetizione della biopsia dopo tre mesi.

NOTA BENE: I sintomi urinari descritti si manifestano in modo simile ad altri problemi prostatici di tipo benigno, come l’iperplasia prostatica (IPB). Per questo motivo, se si verifica una o più di queste manifestazioni, è consigliabile sottoporsi a specifici accertamenti medici senza farsi prendere dal panico; potrebbe infatti trattarsi di un “semplice” ingrossamento benigno della prostata. Ancora, la comparsa di questi sintomi in forma acuta potrebbe essere spia di un’infiammazione della prostata, generalmente batterica: la prostatite.
Un tumore alla prostata maligno può metastatizzare ai linfonodi del bacino e, progressivamente, diffondersi ad altre parti del corpo. Il carcinoma prostatico tende a metastatizzare soprattutto alle ossa della colonna vertebrale, del bacino, delle costole e del femore. Il dolore osseo, quindi, può essere un sintomo del tumore alla prostata avanzato. Se la metastasi comprime il midollo spinale, può causare debolezza o intorpidimento agli arti inferiori, incontinenza urinaria e fecale.

Il tumore alla prostata colpisce soprattutto dopo i 50 anni. Cellule tumorali sono presenti nel 40% circa dei cinquantenni ed il rischio aumenta con l’età. Addirittura, secondo recenti studi e statistiche mediche, quasi tutti gli uomini di età superiore agli 80 anni presentano un piccolo focolaio di cancro alla prostata.

A livello generale, il tumore alla prostata si verifica quando le cellule anormali all’interno della prostata crescono in modo incontrollato. Tale evento è causato da cambiamenti che interessano il materiale genetico delle cellule prostatiche e possono indurre un’alterazione dei meccanismi che controllano il ciclo cellulare, quindi favorire la formazione di masse tumorali. Le attuali ricerche scientifiche sono orientate a comprendere le alterazioni genetiche (e le relative combinazioni), che aumentano il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.

1) Il latte magro / scremato è la principale fonte di calcio del latte. Se una persona beve molto latte le concentrazioni intracellulari di 1,25-diidrossicolecalciferolo (forma attiva della vitamina D) si riducono e questo può stimolare la formazione del tumore alla prostata.
Fonte

5) Il collegamento tra latte intero e carcinoma prostatico mortale può essere dovuto agli effetti dei grassi contenuti nel latte (soprattutto i grassi saturi) e altri fattori (inclusi obesità ed eccesso di insulina).
Il latte intero ha un contenuto di grassi saturi circa 40 volte superiore rispetto al latte scremato.

I modi in cui il latte può causare il tumore prostatico sono:

Il carcinoma della prostata si sviluppa nella parte esterna della ghiandola prostatica, mentre l’adenoma (ipertrofia prostatica benigna) colpisce prevalentemente i lobi centrali,
Il tumore supera la capsula prostatica ed invade precocemente i linfonodi del bacino e della regione pelvica.
In seguito, può diffondersi alle ossa di:

4) La capacità dei prodotti lattiero-caseari di aumentare le concentrazioni del fattore di crescita insulino-simile 1 è un’altra possibile spiegazione del legame tra tumore alla prostata e latte.

2) Un altra causa può essere l’acido fitanico contenuto nei latticini che può aumentare l’espressione dell’enzima α-metilacil-coa racemasi.
Questa sostanza interviene nello sviluppo del tumore.

Non si conoscono le cause precise.
Tuttavia, ci sono alcuni fattori di rischio che possono causare il cancro.

Il tumore alla prostata maligno è uno dei tipi di cancro più frequenti diagnosticati negli Stati Uniti e si presenta soprattutto negli uomini che hanno oltrepassato i 65 anni d’età.

  • Difficoltà e problemi di erezione
  • Eiaculazione dolorosa
  • Dimagrimento o perdita di peso (soprattutto ad uno stadio avanzato)
  • Sangue nelle urine o nello sperma
  • Sintomi causati da metastasi o diffusione del tumore: dolore pelvico (bacino), dolore osseo, gambe gonfie in caso di ostruzione dei linfonodi.
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