Terapie per la prostatite

Inoltre sono solito associare un farmaco della classe alfa-litico in modo di aiutare il Paziente nella minzione (completo svuotamento vescicale) ed un cortisonico. I farmaci alfa-litici potrebbero dare temporaneamente una eiaculazione retrograda. Si potranno somministrare anche dei decongestionanti di origine naturale (vedere link relativo alla dieta)
La prostatite acuta risulterà debellata, dal punto di vista infiammatorio, se il dosaggio dell’interleuchina 8, nel liquido seminale, avrà valori nella norma. (31,2 pg/mL in relazione al Kit utilizzato)

Qui di seguito indico uno dei miei metodi per curare la patologia flogistica prostatica. Vi faccio presente come potete leggere nel sito che esistono molte diverse terapie per la prostatite. Il metodo più idoneo risulta soggettivo Paziente per Paziente e verrà deciso dopo aver eseguito la visita specialistica urologica ed i relativi accertamenti diagnostici microbiologici, uroflussometrici ed ecografici mirati per la patologia in questione.

Da vari Studi si evidenzia che i batteri nella maggior parte responsabili sono : Escherichia Coli (gram-negativo) -–Enterococcus faecalis (gram-positivo) – Staphylococcus epidermidis (gram-positivo) ma si possono anche trovare : Ureaplasma urealyticum – Chlamidia trachomatis – Micoplasmi. In questi soggetti inoltre come gia’ detto nelle pagine precedenti, si valuterà nel liquido seminale il dosaggio dell’interleuchina 8, che risultando molto elevato confermerà la patologia.

Per quanto riguarda le terapie relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia. Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioè della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo l’NIH) Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

TRATTAMENTO:
Dopo aver fatto eseguire al paziente i vari esami microbiologici mirati ed individuato dunque l’agente batterico o gli agenti batterici, il ciclo terapeutico a base di antibiotici, dovrà avere una durata molto più lunga intorno ai 30 gg. associato anche in questo caso, con farmaci alfa-litici, antibiotici, antiinfiammatori locali, prodotti multivitaminici orali, fermenti lattici e decongestionanti della ghiandola prostatica di origine naturale quali :
a) l’Estratto di Cranwberry ;
b) la Serenoa repens ;
c) l’Uva Ursina ;
d) la Vitamina E ;
e) la Vitamina D ;
f) la Vitamina C ;
g) Lo Zinco ed il Selenio ;
h) Il Tè Verde;
i) Il Licopene

TRATTAMENTO:
Dopo aver eseguito la relativa Visita Urologica con esplorazione rettale, per palpare e valutare lo stato del parenchima della ghiandola prostatica, che nella maggior parte delle volte, si sentirà calda, soffice e molto dolente alla palpazione, si richiederanno gli esami microbiologici ed esami diagnostici. Individuato l’agente infettante si procederà in base all’antibiogramma richiesto, a prescrivere la molecola farmacologica antibiotica più idonea per debellare l’infezione, per un ciclo di almeno 15 giorni (con preferenza verso i Chinolonici) che da ultimi studi si è visto che riescono, anche se con molta fatica, a superare la capsula prostatica con alta penetrabilità della ghiandola prostatica (levofloxacina e ciprofloxacina) come specificato nella rivista internazionale (internatiol Journal of Antimicrobial Agents, August 2008), a seguire con la classe dei Sulfamidi e Macrolidi.

Denominata Terapia Medica di 2° scelta, perché come appare dalla letteratura scientifica, la Ghiandola Prostatica (vedi: prostata anatomia), durante la malattia, cerca e riesce ad inglobare l’infezione in una cintura polisaccarida, il piu’ delle volte impenetrabile dagli Antibiotici somministrati, sia per via orale, che intramuscolare. Inoltre quando si verifica una ostruzione dei dotti ejaculatori, causata da calcoli, o una ostruzione degli Acini Ghiandolari, all’interno di questi, si ritrovano sempre Batteri non raggiungibili dagli Antibiotici, assunti per via generale, che formano col passare del tempo, veri e propri nidi di infezione, provocando episodi ricorrenti di Prostatite.
Sempre per quanto riguarda le Cure relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia.

DOLORE PELVICO CRONICO
Appartengono a questa categoria i Pazienti CHE PRESENTANO DISTURBI DEL PAVIMENTO PELVICO, CON RELATIVI SPASMI DELLA MUSCOLATURA (muscoli elevatori del’ano); rappresentano la categoria più bassa come numero di Pazienti ed incidenza: l’alterazione fisiopatologia comune viene causata da un ipertono volontario o da un mancato rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico.

Tale situazione può alterare sia la fase del riempimento vescicale che quella relativa allo svuotamento vescicale. (ipertono o mancato rilasciamento dello sfintere uretrale esterno) inibizione del riflesso della minzione ed in fase minzionale si potrà avere un flusso ridotto. Tale situazione è verificabile all’esame obiettivo del Paziente e precisamente nel corso dell’esplorazione-digito-rettale; lateralmente, si apprezzerà un ipertono dei muscoli elevatori dell’ano ed alla digito-pressione, il Paziente di conseguenza, avvertirà un dolore molto intenso, ma solamente da un lato. I punti di tali muscoli che alla digito pressione scatenano un forte dolore anche nelle zone contigue, ad esempio nell’ano, vengono denominati TRIGGER POINTS.

Le forme di prostatite cronica abatterica possono migliorare con l’utilizzo di antibiotici, antiinfiammatori e farmaci alfa bloccanti, eventualmente associati a fitoterapici. Queste forme di infiammazione della ghiandola prostatica possono inoltre in alcuni casi migliorare con una terapia che preveda la combinazione di un approccio psicologico e di fisioterapia.

La terapia nel paziente affetto da prostatite varia a seconda della forma di prostatite (acuta vs. cronica) e dell’eziologia. In particolare, i pazienti affetti da prostatiti batteriche avranno beneficio da una terapia antibiotica con farmaci che raggiungano facilmente le vie urinarie (ad esempio le penicilline ad ampio spettro e i fluorochinolonici). La terapia antibiotica può inoltre essere modulata sulla base dell’antibiogramma, una volta identificato il patogeno responsabile dell’infezione. La terapia va inoltre protratta solitamente per 3-4 settimane. Le prostatiti croniche batteriche infine richiedono cicli prolungati (anche 6-8 settimane) di antibiotici che riescano a penetrare con facilità la capsula prostatica. In alcuni casi di prostatiti batteriche acute, può essere necessaria l’ospedalizzazione e un’antibioticoterapia condotta per via endovenosa. Inoltre, se la prostatite condiziona episodi di ritenzione di urina e impossibilità di svuotamento della vescica, può rendersi necessario il posizionamento di un catetere cistostomico sovrapubico.

Nell’ambito della diagnosi di prostatite possono essere di aiuto anche esami di laboratorio quali la ricerca di batteri nel liquido seminale e nelle urine e la coltura di urine e/o liquido prostatico ottenuto a seguito di massaggio della prostata (Test di Stamey). In corso di prostatite si potrebbe registrare un incremento dei valori ematici di Antigene Prostatico Specifico (PSA). Il quadro può essere eventualmente completato da un’ecografia prostatica transrettale e dall’uroflussometria con valutazione ecografica del residuo post-minzionale.

Nella forma cronica i sintomi perdurano per un periodo superiore ai tre mesi. Solitamente il paziente non lamenta febbre, ma sono presenti sintomi irritativi (pollachiuria, nicturia, urgenza, stranguria) e dolore pelvico. Tali sintomi hanno un profondo impatto negativo sulla qualità di vita del paziente.

Ospedale San Raffaele – Milano, via Olgettina 60, 20132 Milano, Italia – Tel. 02 26 431
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Clinicamente, la forma acuta e quella cronica si presentano con sintomi diversi. La prostatite acuta si manifesta frequentemente con difficoltà a iniziare la minzione, bruciore durante la minzione (stranguria), aumentata frequenza (pollachiuria), anche notturna (nicturia), senso di urgenza e di vescica non vuota e dolore gravativo al basso ventre. Alcuni pazienti lamentano inoltre presenza di sangue nello sperma ed eiaculazione dolorosa. In alcuni casi può esser presente febbre con brivido.

La prostatite è un processo infiammatorio che interessa la prostata e i tessuti circostanti. Esistono diversi tipi di prostatite: batterica acuta, batterica cronica, abatterica cronica e prostatite asintomatica. Dal punto di vista epidemiologico, la prostatite è una condizione clinica molto frequente, si stima che colpisca circa un terzo della popolazione maschile annualmente. Bisogna inoltre sottolineare che la fascia di età dai 20 ai 40 anni è quella maggiormente a rischio di sviluppare tale patologia.

La diagnosi di prostatite si basa su dati anamnestici, esame obiettivo e valutazioni strumentali. In particolare, è utile porre domande riguardo le abitudini sessuali del paziente (rapporti a rischio, cambio partner ecc). All’esplorazione rettale si evidenzierà inoltre una prostata molto dolente.

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Categoria I (Prostatite acuta batterica, ABP)
Infezione acuta della ghiandola prostatica.

Alternative possibili:
Non sono note strategie alternative al trattamento antibiotico nel caso delle prostatiti acute e croniche batteriche (categorie I e II).
L’intervento chirurgico va considerato solo in casi molto rari e specifici, in presenza di franca ostruzione, anche dovuta ad una concomitante ipertrofia benigna.

Prostatite cronica batterica – Categoria II
I pazienti che appartengono a questa categoria presentano infezioni ricorrenti del basso tratto urinario, che possono essere evidenziate con opportuni esami microbiologici. Il ritrovamento di batteri o altri microrganismi patogeni giustifica l’utilizzo come prima scelta di una terapia antibiotica. I fluorochinoloni sembrano possedere numerosi vantaggi rispetto ad altri farmaci, sia per la marcata attivitГ battericida, sia per l’elevata capacitГ di penetrazione nei tessuti prostatici. In base alla sensibilitГ del microorganismo infettante, il nostro protocollo terapeutico propone come antibatterico di base un fluorochinolone a spettro allargato (solitamente ciprofloxacina), cui viene associato un macrolide (solitamente azitromicina) (Magri V et al., Fluoroquinolone-macrolide combination therapy for chronic bacterial prostatitis: retrospective analysis of pathogen eradication rates, inflammatory findings and sexual dysfunction. Asian J Androl. 2011 Nov;13(6):819-27). L’associazione di quest’ultimo al fluorochinolone ГЁ considerata particolarmente favorevole; dati di letteratura mostrano che i macrolidi sono caratterizzati da una buona penetrazione a livello prostatico (Wagenlehner FM, Naber KG. Expert Rev Anti Infect Ther 2003;1:275-282), da una spiccata attivitГ nei confronti dei batteri gram-positivi, di micoplasmi e di Chlamydia, e dalla capacitГ di inibire la formazione dei biofilm, costituiti da colonie batteriche annidate all’interno di matrici polisaccaridiche. La persistenza dei biofilm batterici a livello prostatico, e la loro resistenza a concentrazioni battericide di antibiotici, ГЁ ritenuta essere la principale causa delle recidive e delle persistenze nelle prostatiti di tipo II. I macrolidi sono stati recentemente suggeriti da esperti internazionali quali antibiotici da impiegarsi per il trattamento delle prostatiti croniche batteriche (Wagenlehner, Weidner e Naber. Expert Opin Pharmacother 2007;8:1667-74 ).

Categoria IV (Prostatite infiammatoria asintomatica, AIP)
Presenza di leucociti e/o batteri nel secreto prostatico, nell’urina e nello sperma dopo massaggio prostatico. Asintomatica.

• Nel caso di terapia antibatterica con fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina ed altri) e/o macrolidi (azitromicina) i disturbi piГ№ comunemente osservati si verificano a carico dell’apparato digerente (diarrea, nausea, disturbi gastrici, ecc) (Lipsky BA, Baker CA. Fluoroquinolone toxicity profiles: a review focusing on newer agents. Clin Infect Dis. 1999;28:352-64). Nel caso dei fluorochinoloni, ГЁ anche possibile l’insorgenza di infiammazioni a livello dei tendini (tendine di Achille). L’impiego di particolari fluorochinoloni (ad esempio Moxifloxacina) o macrolidi (eritromicina) puГІ dare luogo ad allungamento del tratto QT dell’elettrocardiogramma. BenchГЁ le molecole impiegate nella nostra pratica clinica (ciprofloxacina, azitromicina) siano caratterizzate da struttura diversa e da migliore profilo di sicurezza dal punto di vista della tossicitГ cardiaca, il profilo di rischio cardiovascolare di ciascun paziente ГЁ analizzato in dettaglio. Fattori di rischio quali cardiopatie, allungamento congenito dell’intervallo QT o assunzione di farmaci con potenziale aritmogeno suggeriscono cautela nella somministrazione di farmaci che possono aumentare il rischio di disturbi della ripolarizzazione. I pazienti che presentano fattori di rischio vanno pertanto sottoposti a visita cardiologica pre-trattamento con elettrocardiogramma.
• Gli aminoglicosidi (gentamicina, amikacina, netilmicina) possono in rari casi (o in soggetti geneticamente predisposti) causare diminuzione dell’udito e alterazioni, solitamente reversibili, a carico del rene.
• Nel caso di impiego di farmaci alfa-bloccanti (alfuzosina, tamsulosina, terazosina), può verificarsi capogiro, cefalea, malessere. Un altro effetto, più raramente osservato, è l’ipotensione ortostatica (Michel MC e Chapple CR. Eur Urol. 2006;49:501-8). Tale effetto solitamente cessa di manifestarsi a distanza di qualche giorno dall’inizio del trattamento.
• Non sono noti effetti collaterali causati dall’assunzione di estratti di Serenoa Repens.
• Il più comune effetto collaterale dell’acido acetilsalicilico (Aspirina) è rappresentato dall’insorgenza di disturbi a livello gastrico.

Prostatite infiammatoria asintomatica – Categoria IV
Per definizione i pazienti classificati in questa categoria non presentano nessun tipo di sintomo. La diagnosi viene effettuata su esami istologici o microbiologici. A nostro avviso, una terapia medica antibatterica o di associazione puГІ essere indicata nei pazienti che presentano elevati livelli di PSA e/o la presenza di microrganismi uropatogeni a livello prostatico. E’ stato dimostrato che in alcuni pazienti la terapia medica, riducendo i valori di PSA, puГІ contribuire alla riduzione del numero di biopsie prostatiche (Magri V et al., Arch Ital Urol Androl 2007;79:84-92).

In particolare, i pazienti prima di un possibile trattamento medico vengono sottoposti alle seguenti indagini:

Per la diagnosi della prostatite cronica batterica ГЁ essenziale effettuare un’indagine basata sulla coltura di campioni urinari e di secreto prostatico, finalizzata alla localizzazione del focolaio di infezione. Il test di Meares e Stamey, considerato la metodica di elezione per la diagnosi microbiologica delle prostatiti, ГЁ basato sulla raccolta e sulla coltura di urine di primo mitto, di mitto intermedio e di mitto in seguito a massaggio prostatico. Le secrezioni prostatiche espresse durante il massaggio prostatico sono anch’esse analizzate mediante coltura e antibiogramma (Stamey TA. Prostatitis. J R Soc Med. 1981; 74(1):22-40).
Nella nostra pratica clinica, stiamo valutando se l’aggiunta al test di Meares-Samey di colture da tampone uretrale e da campioni di liquido seminale (eiaculato totale) possa aumentare la sensibilità e la specificità dell’indagine microbiologica.

Nel caso delle prostatiti di categoria III, le possibilitГ di successo sono piГ№ incerte, data la complessa natura delle sindromi dolorose pelviche croniche.

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