Rimedi naturali per stipsi e dispepsia

Gli obiettivi principali di questi rimedi sono:

Un saluto
Simona Oberhammer

Tra le piante efficaci per ridurre l’ingrossamento della prostata c’è anche il pygeum africanum, una pianta originaria del sud Africa. Ha proprietà decongestionanti attive in modo specifico sull’apparato urogenitale; non per niente questa pianta è stata sfruttata anche dalle industrie farmaceutiche per mettere a punto medicinali specifici per i disturbi della prostata.

Vediamoli meglio, per comprendere come agiscono beneficamente sulla prostata e come possono aiutarti se soffri di ipertrofia prostatica.

Un’attività protettiva è esercitata anche dal consumo regolare di polline di fiori, se non si soffre di allergie. La dose consigliata è di un cucchiaino di polline al giorno. Dato il sapore caratteristico, se esso risulta sgradito si può disciogliere il polline in liquidi freddi, come succhi di frutta o spremute di agrumi.

  • l’alimentazione
  • la disintossicazione intestinale
  • i rimedi naturali
  • la ginnastica pelvica

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Si possono assumere i semi di zucca con l’alimentazione mangiandoli come semi oleosi o come olio di semi di zucca.

Gli estratti di piante medicinali possono, a seconda dell’entità del disturbo, quindi rappresentare:

Regole che è importante conoscere per l’assunzione dei farmaci e la gestione degli effetti collaterali Gli antidepressivi sono farmaci efficaci e sicuri, ma solo l’esperienza di un medico, dopo la diagnosi, può orientare la scelta di un farmaco piuttosto che di un altro.

In genere, durante la gravidanza sono rari i casi di depressione . Più frequenti, invece, nel periodo successivo al parto (puerperio) e durante l’allattamento. Se una donna manifesta depressione durante il primo trimestre è opportuno evitare la somministrazione di farmaci. Nel caso di depressione nel secondo e terzo trimestre valutare le opportunità terapeutiche con lo specialista. Nell’allattamento vi è una percentuale dal 30 al 70% di donne che presenta tristezza post partum (maternity blues ), il 10-20% una depressione di media gravità. La tristezza post partum nella maggioranza dei casi si manifesta entro la prima settimana dal parto e si risolve spontaneamente nel giro di 7-10 giorni. Nei casi che evolvono verso una depressione si rende necessaria l’interruzione dell’allattamento e la somministrazione di farmaci. Se una paziente ha intenzione di iniziare una gravidanza ed è in cura con farmaci antidepressivi è bene che ne parli col suo medico per valutare i tempi e le modalità di sospensione delle terapie.

Nel caso di persone affette da problemi del ritmo, precedenti situazioni ischemiche infartuali o di angina pectoris, vanno evitati gli antidepressivi triciclici in quanto agiscono sul ritmo cardiaco complicandone lo stato. In questi casi è meglio assumere i nuovi prodotti (SSRI, SNRI) che possono essere utilizzati senza rischio a dosi consigliate e con particolare beneficio sugli esiti anche della malattia cardiologica. Lo stesso vale per problemi di ipertensione arteriosa o insufficienza cardiaca dove sono sconsigliati i triciclici o gli IMAO.

In alcuni casi di depressione, in particolare nella depressione ricorrente o nella depressione in corso di disturbo bipolare, trovano la loro indicazione i cosiddetti stabilizzatori dell’umore: sali di litio, acido valproico, carbamazepina.

In senso generale le psicoterapie agiscono nel modificare alcune convinzioni o pensieri o attitudini (comportamenti) errati o a sostenere e aiutare in modo continuativo l’individuo o infine a migliorare le relazioni interpersonali e la stima di sé. Può essere particolarmente indicato un approccio psicoterapico nelle forme depressive cosiddette reattive o situazionali, scatenate cioè da eventi specifici e limitati nel tempo (stress, lutti, conflitti personali e relazionali). La psicoterapia non va considerata una alternativa alla farmacoterapia e comunque, qualunque sia l’approccio, va sempre consigliata da uno specialista psichiatra.

Le prime due fasi sono volte a controllare prima ed a eliminare poi non solo delle condotte a rischio, ma anche la sintomatologia depressiva , e consentono il ritorno ad uno stato di benessere. Le fasi 3 e 4 sono volte a prevenire eventuali ricadute , o meglio una nuova attivazione dei sintomi, e normalmente durano 4/6 mesi. Dopo la fase 4 o della prevenzione di lunga durata, e soprattutto nelle forme ricorrenti (3 o più episodi), viene attuata una terapia di mantenimento volta a prevenire la comparsa di un nuovo episodio depressivo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di iniziare una terapia di mantenimento per 6/9 mesi dopo la scomparsa dei sintomi depressivi, se la persona ha avuto tre episodi depressivi di cui almeno due negli ultimi 5 anni. Con questa strategia si sono ridotti del 50% i rischi di ricaduta.

  • fasi acute 1 e 2 (interventi prioritari d’emergenza e interventi per la cura dell’episodio).
  • fasi protratte 3 e 4 (interventi di consolidamento della remissione sintomatologica e/o prevenzione delle ricadute, interventi di prevenzione delle recidive).

Gravidanza e allattamento

Inibitori reversibili delle monoaminoossidasi (RIMA: Moclobemide, toloxatone)

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