Rimedi e cure naturali per la prostatite

La prostatite acuta si manifesta frequentemente con difficoltà a iniziare la minzione, bruciore (stranguria), aumentata frequenza (pollachiuria), anche notturna (nicturia), senso di urgenza e di vescica non vuota. In alcuni casi ci può essere febbre con brivido e sangue nello sperma o eiaculazione dolorosa.

La diagnosi di prostatite avviene per:

La medicina cinese cura le infiammazioni sia con agopuntura sia con preparai fitoterapici per “calmare il Fuoco” che la genera. In altre parole, la prospettiva cinese individua come causa della prostatite un accumulo di Calore con sviluppo di Fuoco tossico accompagnato da stasi di Sangue.

Non solo; l’Aispep sta promuovendo un protocollo per monitorare i miglioramenti attraverso pratiche di rilassamento e allungamento . Conta moltissimo anche la respirazione.

Ciascun rimedio omeopatico consigliato dall’esperto in caso di prostatite ha una valenza differente. La natura del disturbo e la differenza manifestazione dei sintomi danno modo all’omeopata di condurre un’analisi globale.

In linea generale, evitate condizioni in cui lo stress diventa difficile da gestire. Le situazioni cui non si sa rispondere in modo adeguato ed efficace possono portare a generare acidi urici dovuti alla metabolizzazione delle cellule eliminate.

  • Esame digito-rettale : il medico indossa un guanto e introduce il dito indice all’interno del retto, previamente rubrificato.
  • Coltura del secreto prostatico : con il massaggio prostatico si ottiene il secreto che viene quindi raccolto ed esaminato.
  • Spermiogramma : si analizza la concentrazione leucocitaria e l’eventuale presenza di colonizzazioni batteriche negli spermatozoi.
  • Ecografia trans-rettale (TRUS) ;
  • Dosaggio della fosfatasi acida prostatica;
  • Analisi biochimica dello sperma;
  • Ecografia scroto-testicolare con fase doppler.

Quando è cronica vuol dire che i sintomi perdurano per un periodo superiore ai tre mesi. Solitamente non c’è febbre, ma sono presenti sintomi irritativi (pollachiuria, nicturia, urgenza, stranguria) e dolore pelvico.

Pareira Brava si utilizza nelle forme cronicizzate, quando sono presenti dei blocchi urinari ripetuti con calcolosi renale. Sulphur è utile nell’ipertrofia prostatica. La prostatite che procura dolori brucianti, a fitte che migliorano con le applicazioni fredde è tipica di Argentum Nitricum. Quasi tutti i rimedi elencati si utilizzano più frequentemente nella fase acuta e le indicazioni sulle diluizioni vanno dalla 5 CH alla 30 CH. Queste sono indicazioni generiche sui rimedi più diffusi; l’ultima parola – ricordiamo – resta sempre all’omeopata di fiducia.

Inoltre sono solito associare un farmaco della classe alfa-litico in modo di aiutare il Paziente nella minzione (completo svuotamento vescicale) ed un cortisonico. I farmaci alfa-litici potrebbero dare temporaneamente una eiaculazione retrograda. Si potranno somministrare anche dei decongestionanti di origine naturale (vedere link relativo alla dieta)
La prostatite acuta risulterà debellata, dal punto di vista infiammatorio, se il dosaggio dell’interleuchina 8, nel liquido seminale, avrà valori nella norma. (31,2 pg/mL in relazione al Kit utilizzato)

Qui di seguito indico uno dei miei metodi per curare la patologia flogistica prostatica. Vi faccio presente come potete leggere nel sito che esistono molte diverse terapie per la prostatite. Il metodo più idoneo risulta soggettivo Paziente per Paziente e verrà deciso dopo aver eseguito la visita specialistica urologica ed i relativi accertamenti diagnostici microbiologici, uroflussometrici ed ecografici mirati per la patologia in questione.

TRATTAMENTO:
Dopo aver fatto eseguire al paziente i vari esami microbiologici mirati ed individuato dunque l’agente batterico o gli agenti batterici, il ciclo terapeutico a base di antibiotici, dovrà avere una durata molto più lunga intorno ai 30 gg. associato anche in questo caso, con farmaci alfa-litici, antibiotici, antiinfiammatori locali, prodotti multivitaminici orali, fermenti lattici e decongestionanti della ghiandola prostatica di origine naturale quali :
a) l’Estratto di Cranwberry ;
b) la Serenoa repens ;
c) l’Uva Ursina ;
d) la Vitamina E ;
e) la Vitamina D ;
f) la Vitamina C ;
g) Lo Zinco ed il Selenio ;
h) Il Tè Verde;
i) Il Licopene

Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioe’ della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo NIH)
Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

Tale situazione può alterare sia la fase del riempimento vescicale che quella relativa allo svuotamento vescicale. (ipertono o mancato rilasciamento dello sfintere uretrale esterno) inibizione del riflesso della minzione ed in fase minzionale si potrà avere un flusso ridotto. Tale situazione è verificabile all’esame obiettivo del Paziente e precisamente nel corso dell’esplorazione-digito-rettale; lateralmente, si apprezzerà un ipertono dei muscoli elevatori dell’ano ed alla digito-pressione, il Paziente di conseguenza, avvertirà un dolore molto intenso, ma solamente da un lato. I punti di tali muscoli che alla digito pressione scatenano un forte dolore anche nelle zone contigue, ad esempio nell’ano, vengono denominati TRIGGER POINTS.

DOLORE PELVICO CRONICO
Appartengono a questa categoria i Pazienti CHE PRESENTANO DISTURBI DEL PAVIMENTO PELVICO, CON RELATIVI SPASMI DELLA MUSCOLATURA (muscoli elevatori del’ano); rappresentano la categoria più bassa come numero di Pazienti ed incidenza: l’alterazione fisiopatologia comune viene causata da un ipertono volontario o da un mancato rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico.

TRATTAMENTO:
Dopo aver eseguito la relativa Visita Urologica con esplorazione rettale, per palpare e valutare lo stato del parenchima della ghiandola prostatica, che nella maggior parte delle volte, si sentirà calda, soffice e molto dolente alla palpazione, si richiederanno gli esami microbiologici ed esami diagnostici. Individuato l’agente infettante si procederà in base all’antibiogramma richiesto, a prescrivere la molecola farmacologica antibiotica più idonea per debellare l’infezione, per un ciclo di almeno 15 giorni (con preferenza verso i Chinolonici) che da ultimi studi si è visto che riescono, anche se con molta fatica, a superare la capsula prostatica con alta penetrabilità della ghiandola prostatica (levofloxacina e ciprofloxacina) come specificato nella rivista internazionale (internatiol Journal of Antimicrobial Agents, August 2008), a seguire con la classe dei Sulfamidi e Macrolidi.

Per quanto riguarda le terapie relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia. Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioè della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo l’NIH) Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

Da vari Studi si evidenzia che i batteri nella maggior parte responsabili sono : Escherichia Coli (gram-negativo) -–Enterococcus faecalis (gram-positivo) – Staphylococcus epidermidis (gram-positivo) ma si possono anche trovare : Ureaplasma urealyticum – Chlamidia trachomatis – Micoplasmi. In questi soggetti inoltre come gia’ detto nelle pagine precedenti, si valuterà nel liquido seminale il dosaggio dell’interleuchina 8, che risultando molto elevato confermerà la patologia.

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