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L’infiammazione della prostata acuta, di origine batterica, è una forma di prostatite provocata da batteri, i cui sintomi compaiono in modo brusco e improvviso.
Nota anche come prostatite di tipo I, questa infiammazione della prostata può essere la conseguenza di:

I sintomi e i segni tipici della prostatite di tipo I sono:

La classificazione più recente delle prostatiti distingue la prostatite di tipo III in due sottotipi: la sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria (o sottotipo IIIA) e la sindrome dolorosa pelvica cronica non infiammatoria (o sottotipo IIIB).
Tale distinzione deriva dalla curiosa osservazione di forme di prostatiti croniche non batteriche, caratterizzate da ingenti quantità di globuli bianchi nel sangue, nelle urine e nello sperma (segno inequivocabile di una severa infiammazione), e di altre forme di prostatiti croniche non-batteriche, contraddistinte da esigue quantità di globuli bianchi nei medesimi liquidi organici.

L’iter diagnostico per individuare le infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica è lo stesso previsto per le forme acute di origine batterica; pertanto, sono fondamentali alla diagnosi: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e i test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
In assenza di trattamenti adeguati, da una prostatite di tipo II possono derivare diverse complicanze, tra cui: l’incapacità di urinare, la batteriemia o la sepsi, e l’ascesso prostatico.
Non esistono sufficienti evidenze scientifiche a sostegno della tesi secondo cui l’infiammazione della prostata – acuta o cronica – di origine batterica favorirebbe, in qualche modo, lo sviluppo di neoplasie a livello prostatico.

  • Antibiotici. Sono fondamentali per combattere l’agente scatenante, ossia i batteri;
  • Antinfiammatori. Riducono l’infiammazione, di conseguenza mitigano la sintomatologia dolorosa;
  • Alfa-bloccanti. Rilasciando la muscolatura liscia di vescica e prostata, consentono di alleviare, in molti pazienti, i disturbi urinari.

Nonostante sia vero che una terapia così prolungata diminuisce le difese immunitarie e tende ad alterare in negativo la flora batterica intestinale, i benefici ottenuti sono di gran lunga superiori ai possibili effetti collaterali.

  • Antinfiammatori, specie se gli esami diagnostici confermano la presenza della cosiddetta sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria;
  • Antidolorifici;
  • Alfa-bloccanti;
  • Lassativi. Alcuni pazienti sembrano trarre dei benefici dall’impiego di tali farmaci.

I tipi di infiammazione della prostata sono 4 e corrispondono, per la precisione, a:

Se il trattamento delle prostatiti batteriche è ben chiaro e definito, il trattamento delle forme croniche non-batteriche non lo è affatto e, in alcune circostanze, solleva diversi discussioni. Attualmente, i medici propendono per una terapia che includa:

La causa della prostatite batterica acuta è l’infezione di batteri che generalmente colonizzano l’intestino e che pervengono alla prostata attraverso l’uretra. I rapporti sessuali costituiscono il principale veicolo di infezione. Naturalmente questi ultimi non costituiscono il solo mezzo di contagio che può avvenire anche per complicazione di una infezione della vescica e/o dell’uretra e attraverso il sangue e/o la linfa.

Malformazione dell’uretra.

Dolori al basso addome, al fondo schiena o al perineo (la regione tra l’ano e lo scroto).

Dolore e/o bruciore durante la minzione.

Epididimite. L’infiammazione dalla prostata può passare all’epididimo. Questo è collegato ai

Analgesici ed antiinfiammatori non steroidei. Mantengono sotto controllo la sintomatologia dolorosa

Test sullo sperma. Sempre per la ricerca di agenti infettivi.

Prostatite cronica.

Analisi del quadro clinico e quindi dell’insieme dei sintomi e segni.

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