Prostatite: sintomi, cause, cure e rischi della prostata infiammata

Ascesso prostatico. L’infiammazione può dar luogo alla formazione di un ascesso che può essere singolo o multiplo.

Le complicanze della prostatite sono:

Prostatite cronica non batterica. E’ nota anche come Sindrome pelvica dolorosa. Non è conseguente ad una infezione ed ha una eziologia che non è ben nota ed in cui sembra che giochino un ruolo importante problemi psicologici come stress ed ansia.

Eliminare dalla dieta alimenti piccanti e spezie. Producono irritazione alla prostata.

Per le altre tipologie di prostatiti le cause non sono così nitide ed anzi spesso non si riesce neppure ad identificarle. Possono talvolta identificarsi in problemi autoimmuni, problemi psichici, traumi della regione anatomica in cui è posizionata la ghiandola.Di seguito ne elenchiamo le principali:

Test urodinamici. Consentono di valutare come si svuota la vescica durante la minzione e conseguentemente in che misura l’ingrossamento della prostata compromette tale meccanismo.

Eliminare o limitare drasticamente il consumo di alcool e caffeina. Irritano la vescica e stimolano la diuresi aggravando la sintomatologia urinaria.

Esame obiettivo. Ossia tutte le manovre che consentono di valutare la presenza di segni della malattia. All’esame obiettivo appartiene l’esplorazione rettale. Ossia la valutazione del volume, congestione e dolenzia della prostata palpandola attraverso il retto. L’esame si effettua introducendo nel retto un dito ed esplorando i contorni della ghiandola.

Alfa bloccanti. Sono utilizzati per tenere sotto controllo e lenire i sintomi urinari. Essi infatti hanno la proprietà di rilassare i muscoli prostatici e del collo della vescica favorendo un miglior deflusso delle urine.

L’ingrossamento della ghiandola prostatica, va tenuto sotto controllo, infatti esso, se non correttamente trattato, può comportare rischi e complicanze molto serie.

L’infiammazione può essere curata con antibiotici e antinfiammatori o con terapie e cure naturali, ma un corretto stile di vita aiuta ad alleviare la sintomatologia.

E’ un ingrossamento dovuto a proliferazione cellulare maligna.

Difficoltà di minzione o sensazione di minzione incompleta. L’ingrossamento della ghiandola, infatti, strozza l’uretre e la vescica non riesce a svuotarsi completamente.Le urine fuoriescono solo con notevole sforzo: il loro flusso è debole e procede a tratti. La vescica non si svuota completamente.

Nicturia. Bisogno continuo di urinare durante le ore notturne e sensazione di non riuscire a trattenersi.

L‘intervento chirurgico si rende necessario in presenza di iperplasia nei casi di resistenza ai farmaci L’intervento prevede asportazione di parte della ghiandola. Negli ultimi anni l’intervento classico, con apertura dell’addome, è stato sostituito da tecniche che utilizzano varie tipologie di laser, radio frequenze e/o micro onde per vaporizzare i tessuti della capsula prostatica.

Iperplasia prostatica benigna

Le prostatiti croniche sono molto difficili da curare perché resistenti alle terapie. Terapie che sono basate su somministrazione di antibiotici e solo su determinate categorie di questi in quanto vi è difficoltà di diffusione dei principi attivi a livello di prostata. La terapia antibiotica in tali situazioni deve durare per almeno 3 mesi.

Per contrastare l’ingrossamento della prostata vengono anche usati estratti vegetali che, sebbene abbiano una azione poco nota (si ipotizza che riducano la componente infiammatoria), provocano diminuzione dei sintomi. Il più comune è l’estratto del frutto della Serenoa repens (palma nana).

You Might Also Like