Prostata: la vaporizzazione laser efficace anche a lungo termine

In alcuni casi questi disturbi possono associarsi alle vere e proprie complicanze dell’ ipertrofia prostatica come la ritenzione urinaria acuta, l’insufficienza renale, le infezioni e i sanguinamenti delle vie urinarie, la formazione di grossolani calcoli in vescica.

  • aumento della frequenza minzionale
  • Urgenza
  • Minzioni nelle ore notturne
  • Riduzione della potenza del getto
  • Mancato svuotamento della vescica

La vaporizzazione del tessuto viene eseguita in modo non invasivo, senza incisioni, con un intervento della durata di 30-45 minuti ed una ospedalizzazione di 1-2 notti.
La ripresa della minzione avviene immediatamente.

La terapia consiste nella assunzione di farmaci che permettono una riduzione del volume prostatico è un miglior svuotamento della vescica consentendo un complessivo controllo della sintomatologia. Purtroppo non sempre i farmaci sono sufficienti per risolvere la sintomatologia o la loro efficacia può non mantenersi nel tempo.
Diventa pertanto necessario ricorrere ad un intervento che asporti il tessuto prostatico che aumentando di volume ha provocato la sintomatologia (adenoma prostatico)

Oggigiorno esistono varie procedure sempre meno invasive che vengono consigliate ai pazienti. La caposcuola di tali tecniche e’ la resezione endoscopica transuretrale, tecnica endoscopica che rimuove, senza incisioni chirurgiche, il tessuto prostatico.

Tale procedura, che mantiene una sua completa validità ed efficacia, è a volte gravata da sanguinamenti che richiedono un prolungato tempo di ricovero e il mantenimento del catetere per alcuni giorni.

I disturbi dovuti all’ingrossamento della ghiandola prostatica sono associati ad una franca riduzione della qualità della vita, depressione, rischi di caduta e mortalità.
L’ipertrofia prostatica si manifesta con una serie di disturbi che alterano la nostra consueta modalità di minzione:

L’ipertofia prostatica rappresenta una delle patologie più frequenti che colpiscono l’uomo i 50 anni. E’ stato stimato che nel 2018 saranno 612 milioni gli uomini affetti da questa malattia nel mondo.

Lo sviluppo tecnologico ha offerto negli ultimi anni il laser che ha consentito una minor invasivita’ nella esecuzione della procedura.
Uno dei laser maggiormente utilizzati è il laser al Tullio, introdotto nella pratica clinica nel 2005.

Centro di eccellenza. Il laser a raggio verde è anche l’unico che consente di trattare in tutta sicurezza pazienti finora inoperabili e condannati al catetere a vita come quelli con malattie cardiovascolari, portatori di stent coronarici in terapia con farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti che non sono più costretti a sospenderli, come invece avviene con la chirurgia tradizionale. Con il laser al triborato di litio o laser verde, l’unità urologica pescarese si pone tra i centri di eccellenza e di riferimento per il centro sud d’Italia, dove vanta una capacità operativa di assoluto rilievo, proprio per la cura dell’Ipertrofia prostatica benigna (Ipb), un problema sociosanitario destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione maschile.

PESCARA. Arriva anche a Pescara il laser al triborato di litio, l’unico che per la prima volta guarisce, in un solo giorno con dimissioni in 24 ore, l’ipertrofia prostatica benigna, l’ingrossamento della prostata che colpisce l’80 per cento degli italiani over 50, proteggendone il cuore e la sessualità.

La fibra laser, introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza con estrema precisione l’area interessata senza provocare sanguinamento. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di pochi giorni. Il laser verde non causa emorragie in quanto determina una coagulazione dei tessuti, non causa incontinenza urinaria, impotenza ed evita le recidive”.

«L’innovativo metodo», spiega Roberto Renzetti, urologo e responsabile di endoscopia urologica nell’unità operativa complessa di Urologia dell’ospedale civile di Pescara, «in uso da circa tre mesi nel nostro centro a totale carico del servizio sanitario nazionale vanta già una mia casistica personale di circa 50 interventi effettuati con successo e in sicurezza anche in pazienti ad alto rischio operatorio».

Ipetrofia prostatica. La patologia maschile sempre più frequente – l’ipertrofia prostatica benigna – l’ingrossamento della prostata – spiega il dottor Roberto Renzetti , «è la malattia urologica maschile più diffusa che colpisce l’80% degli italiani over 50 anni. E’ un problema sociosanitario, con oltre 40mila interventi chirurgici all’anno, 14.854 ricoveri, una spesa per la terapia farmacologica di circa 328 milioni di euro e 74.834 giornate di assenza dal lavoro. L’Ipb incide pesantemente sulla qualità di vita, con disturbi che comprendono la difficoltà a urinare, l’insopprimibile urgenza – frequenza minzionale anche notturna che costringe il paziente a svegliarsi e alzarsi più volte durante la note e, nei casi più gravi, la completa ritenzione urinaria che richiede l’urgente ricorso al catetere. L’Ipb sintomatica può incidere negativamente anche sulla sfera sessuale». Quando la prostata si ingrossa, ostruendo il passaggio dell’urina e la terapia farmacologica non è più efficace, è necessario asportare il tessuto in eccesso.

Un laser al posto del bisturi. e l’ipertrofia evapora – “La nuova metodica Greenlight, messa a punto negli Stati Uniti, sfrutta l’azione di un potente laser al triborato di litio ad alta energia (180 W) con una lunghezza d’onda di 532 nm, che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in vapore. L’intervento mininvasivo si effettua per via endoscopica in anestesia spinale.

La nuova tecnica operatoria sbarca all’ospedale di Pescara e riguarda anche pazienti con malattie cardiovascolari

L’Ipb risolta in un giorno. Greenlight è l’unica metodica che per la prima volta risolve il disturbo in un solo giorno con dimissioni in 24 ore. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana. Il decorso post operatorio è migliore rispetto alla Turp, la resezione endoscopica della prostata, l’intervento più eseguito finora, ma che può causare complicanze. Greenlight grazie all’assenza di perdite ematiche riduce dal 26% al 3% il ricorso a trasfusioni. Si ha immediata risoluzione dei sintomi, la ripresa immediata della minzione, il ricorso al catetere per meno di 24 ore – contro le 72 della Turp -, degenza di una sola notte (con evidente risparmio di posti letto e quindi di costi per il servizio sanitario) e ripresa della normale attività nel giro di pochi giorni.

Anticoagulanti e pacemaker. Precisa Renzetti: «Greenlight è l’unico laser che ci consente di operare in assoluta sicurezza anche pazienti ad alto rischio operatorio come quelli con malattie cardiovascolari, della coagulazione e i portatori di stent coronarici che non sono più costretti a sospendere mai, nemmeno per un solo giorno la terapia anticoagulante e/o antiaggregante. Il laser verde è anche indicato nei pazienti con pacemaker, perché evita il ricorso all’elettrobisturi, generatore di quelle onde elettriche che possono interferire con la stimolazione dei pacemaker cardiaci».

Risponde il medico Dott. Giulio Milanese

L’eiaculazione ritardata non fa parte del corredo sintomatico caratteristico dell’IPB. Il farmaco da lei citato non ГЁ utilizzato per trattare questo disturbo.

I valori di PSA da lei riportati appaiono piuttosto elevati, soprattutto in considerazione della terapia in atto con Prostide che tende ad abbassare i reali valori del PSA. Nonostante l’urinocoltura rilevi un infezione urinaria da E. Coli, che potrebbe essere responsabile di un rialzo del PSA, il valore del suo PSA di 2 anni fa, pari a 5,57 ng/ml con rapporto libero/totale di 15%, in assenza di infezioni urinarie note e senza terapia con Prostide (iniziata come lei riferisce solo ad ottobre 2007) pone l’indicazione ad eseguire delle biopsie prostatiche ecoguidate per escludere la presenza di una neoplasia della prostata.

Risponde il medico Dott. Lorenzo Ruggera

Risponde il medico Dott. Lorenzo Ruggera

Risponde il medico Dott. Francesco Sanguedolce

e’ consigliabile operare all’eta’ di 84 una persona con catetere

Risponde il medico Dott. Giulio Milanese

Risponde il medico Dott. Stefano Paparella

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