Prostata ingrossata: sintomi, cause, cura, rischi, dieta e rimedi naturali

Per contrastare l’ingrossamento della prostata vengono anche usati estratti vegetali che, sebbene abbiano una azione poco nota (si ipotizza che riducano la componente infiammatoria), provocano diminuzione dei sintomi. Il più comune è l’estratto del frutto della Serenoa repens (palma nana).

Approfondimento sull’’anatomia della prostata.

Bruciori durante la minzione.

Riduzione del volume delle urine e gocciolamento al termine della minzione.

Gli alfa bloccanti che agiscono sulla muscolatura liscia della prostata favorendone rilassamento e decontrazione.

E’ un ingrossamento dovuto a proliferazione cellulare maligna.

Infiammazioni di uretra e vescica. Lo svuotamento incompleto della vescica favorisce proliferazione di germi e batteri con possibilità di infezione.

La prostatite può essere causata da un’infezione batterica e più raramente da infezioni micotiche, virali o da protozoi.

Anche la radioterapia è efficace per tumori localizzati. E comunque usata anche per alleviare il dolore nei casi di diffusione del cancro prostatico alle ossa.

La prostatite è una condizione patologica della prostata, a causa della quale la ghiandola prostata risulta gonfia ed infiammata; esistono, principalmente, due forme di prostatite: la prostatite acuta si sviluppa rapidamente con sintomi acuti e può derivare da una infezione batterica, da una infezione delle vie urinarie o da una malattia sessualmente trasmessa; la prostatite cronica, al contrario, non dipende quasi mai da una infezione batterica, si sviluppa gradualmente ed i sintomi di questo disturbo persistono per un lungo periodo di tempo.

In conclusione, in caso di prostatite infettiva, ovvero di prostatite di origine batterica, è necessario eliminare dalla propria dieta tutti quei cibi che contengono nutrienti utili alla riproduzione dei batteri; in caso di prostatite non infettiva, invece, bisognerebbe evitare gli alimenti che possono provocare i sintomi tipi delle allergie alimentari.

Innanzitutto, occorre ricordare che delle diverse cause della prostatite fanno parte le infezioni di origine batterica, di conseguenza bisognerebbe eliminare dalla propria dieta tutti quei cibi che possono favorire la proliferazione dei batteri; la maggior parte dei batteri che causano la prostatite batterica, tra i quali anche la Candida, riesce a riprodursi all’interno dell’organismo umano nutrendosi di alcune sostanze che vengono assunte dall’esterno, vale a dire consumando determinati cibi che, di conseguenza, devono essere eliminati dal proprio regime alimentare.

Secondo le ricerche più recenti, è possibile ridurre ed alleviare i sintomi associati alla prostatite, adottando una dieta che escluda tutti quei cibi che possono, in qualche modo, acuire i sintomi derivanti dalla prostatite.

I succhi di agrumi, infatti, essendo acidi, possono causare irritazione ed acuire i sintomi associati alla prostatite, di conseguenza si consiglia di ridurre il consumo di agrumi che, in generale, sono un’ottima fonte di nutrienti ed estremamente utili per la salute dell’organismo; si possono consumare, in alternativa, altri succhi di frutta, come il succo di mela o il succo di pera, che risultano essere, sicuramente, meno acidi dei succhi di agrumi.

Il caffè, il te, le bevande energetiche, il cioccolato e tutti quei cibi e quelle bevande che contengono la caffeina, quindi, non dovrebbero essere consumati o, comunque, andrebbero consumati in quantità modeste, in modo da evitare un possibile peggioramento dei sintomi associati alla prostatite.

Tra gli alimenti che occorre eliminare, ricordiamo, primo tra tutti, l’alcol, in quanto gli effetti negativi dell’alcol sulla prostatite sono ben noti: l’alcol, infatti, può scatenare i sintomi della prostatite o rendere i sintomi associati alla prostatite ben più gravi; l’assunzione di bevande alcoliche, inoltre, può causare la disidratazione, una condizione che andrebbe assolutamente evitata in caso di prostatite.

È molto importante, anche in questo caso, il consumo di acqua, in quanto l’idratazione aiuta a ridurre i sintomi della prostatite; l’aglio, al tempo stesso, può essere preso in considerazione per le sue potenti proprietà antibatteriche. Bisogna, infine, aumentare il consumo degli alimenti ricchi di fibre e di vitamine, in particolar modo la vitamina C, in quanto le sue proprietà antiossidanti favoriscono il processo di guarigione, e la vitamina E, sia per le sue proprietà antiossidanti, sia perché rafforza le difese immunitarie dell’organismo.

In caso di prostatite, si consiglia di evitare i succhi di agrumi e tutti quei succhi, tra i quali anche il succo di pomodoro, che potrebbero risultare irritanti e andare a peggiorare le condizioni della prostatite.

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