Prostata ingrossata: sintomi, cause, cura, rischi, dieta e rimedi naturali

La prostatite può essere causata da un’infezione batterica e più raramente da infezioni micotiche, virali o da protozoi.

L’iperplasia prostatica può comportare frequenti infezioni delle vie urinarie, alterare la funzione renale, causare disfunzioni erettili e sterilità.

Approfondiamo le cause ed i sintomi della prostata ingrossata. Analizziamo i rischi e le cure farmacologiche o naturali. Quale dieta bisogna seguire? E quali sono le patologie che determinano l’ingrossamento della ghiandola? Scopriamolo.

Comparsa di sangue nell’urina e nel liquido seminale.

Iperplasia prostatica benigna

Per contrastare l’ingrossamento della prostata vengono anche usati estratti vegetali che, sebbene abbiano una azione poco nota (si ipotizza che riducano la componente infiammatoria), provocano diminuzione dei sintomi. Il più comune è l’estratto del frutto della Serenoa repens (palma nana).

E’ un rigonfiamento della ghiandola prostatica che avviene per congestione (eccessivo afflusso di sangue) ed edema (accumulo di acqua negli spazi intercellulari) della ghiandola in seguito ad un processo infiammatorio.

La dieta deve essere:

L’ingrossamento della ghiandola prostatica, va tenuto sotto controllo, infatti esso, se non correttamente trattato, può comportare rischi e complicanze molto serie.

L’assunzione del Prostamol favorisce l’inibizione della crescita di un eventuale cancro della prostata

Questa descrizione del farmaco è una versione semplificata delle annotazioni al farmaco. Le informazioni sono fornite solo a scopo informativo e non sono una guida per l’auto-medicazione. Prima di utilizzare il prodotto, è consigliabile consultare uno specialista.

Il Prostamol è un integratore a base di estratti di erbe medicinali utilizzato per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna. La sua efficacia, benché provata, non è la medesima in tutto i pazienti. Il Prostamol non interferisce con l’erezione né con la vita sessuale

La pianta cresce naturalmente nel sud-est degli Stati Uniti, come la Georgia, il Mississippi, e in particolare la Florida.

Gli effetti terapeutici benefici del Prostamol in caso di iperplasia prostatica benigna, avvengono grazie alla presenza del particolare estratto vegetale di Serenoa repens; questo estratto ha effetti antiproliferativi, antinfiammatori e antiandrogenici sulla prostata e il miglior vantaggio di questa sostanza vegetale è che non influenza l’erezione, la libido sessuale e la concentrazione degli ormoni sessuali, oltre ad essere un antigene specifico della prostata nel plasma sanguigno.

Il trattamento più efficace con l’assunzione di Prostamol deve avere una durata non inferiore ad un mese.

Prostamol è usato, oltre che per l’iperplasia prostatica, anche per il trattamento dell’adenoma della prostata, ossia una sovrapposizione benigna del tessuto prostatico. Espandendosi, la prostata può premere l’uretra e per il paziente affetto da questa condizione, diventa difficile urinare.

A seconda della risposta del paziente al trattamento, Prostamol può essere somministrato in uno, due o più cicli ripetuti.

Il Prostamol ha solo una controindicazione basata sulla semplice intolleranza individuale ai suoi componenti.

Il trattamento dell’infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

Se il trattamento delle prostatiti batteriche è ben chiaro e definito, il trattamento delle forme croniche non-batteriche non lo è affatto e, in alcune circostanze, solleva diversi discussioni. Attualmente, i medici propendono per una terapia che includa:

L’infiammazione della prostata acuta, di origine batterica, è una forma di prostatite provocata da batteri, i cui sintomi compaiono in modo brusco e improvviso.
Nota anche come prostatite di tipo I, questa infiammazione della prostata può essere la conseguenza di:

  • Bere molta acqua;
  • Astenersi dalla pratica sessuale (N.B: si ricorda che anche il partner dovrebbe seguire la terapia antibiotica);
  • Fare bagni caldi;
  • Evitare l’utilizzo della bicicletta;
  • Impiegare sempre un cuscino, quando ci si siede per lunghi periodi di tempo;
  • Evitare il consumo di caffè, alcolici e cibispeziati;
  • Ricorrere a decongestionantifitoterapici (decotti e infusi a base di gramigna, equiseto, radice di prezzemolo, foglie di carciofo, salvia, betulla, uva ursina o tarassaco).

Per diagnosticare le infiammazioni della prostata acute, di origine batterica, sono fondamentali: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e una serie di test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
A causa di una diagnosi tardiva, o se i trattamenti sono inadeguati, la prostatite di tipo I può essere responsabile di diverse complicanze, tra cui: batteriemia, incapacità di urinare, formazione di un ascesso prostatico, diffusione agli organi vicini dell’infezione e cronicizzazione dello stato infiammatorio (prostatite cronica di origine batterica).

Ai pazienti con un’infiammazione della prostata di origine batterica (acuta o cronica non ha importanza), i medici raccomandano scrupolosamente di seguire e portare a termine la terapia antibiotica secondo le indicazioni che loro stessi hanno impartito; quindi, per nessun motivo, nemmeno nel caso in cui i sintomi scompaiano già dopo pochi giorni di trattamento, le persone in cura devono sospendere anzitempo le assunzioni.
Tutto ciò si spiega con il fatto che, solo rispettando tali raccomandazioni, sussistono le basi per una buona, se non ottimale, guarigione.

L’infiammazione della prostata cronica di origine batterica è la prostatite causata da batteri, la cui sintomatologia compare in modo graduale e presenta una caratteristica persistenza (il termine cronico si riferisce proprio al carattere persistente).
Conosciuta anche come prostatite di tipo II, l’infiammazione della prostata cronica di origine batterica può essere: l’esito del mancato trattamento di una prostatite acuta di origine batterica, la conseguenza di un’infezione delle vie urinarie o, infine, la complicanza di un’epididimite (infezione testicolare).
I sintomi e i segni delle prostatiti croniche di origine batterica ricordano molto i disturbi caratteristici delle prostatiti acute di origine batterica; di differente hanno:

La formazione di un ascesso prostatico rende necessario un piccolo intervento chirurgico, per drenare il pus.
La batteriemia e la sepsi impongono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili dell’infiammazione prostatica e da eseguirsi in ambito ospedaliero, sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze mediche e richiedono l’intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
Infine, l’incapacità a urinare costringe i pazienti all’uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

Durante il trattamento di un’infiammazione della prostata di origine batterica, i medici consigliano caldamente di:

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