Laser e prostata

Effetti collaterali: fastidiosi disturbi urinari (bruciore durante la minzione, minzione frequente) possono protrarsi per 4-6 settimane dopo l’intervento. L’eiaculazione retrograda (ovvero il liquido seminale, al momento dell’orgasmo, non fuoriesce all’esterno ma si riversa in vescica e viene eliminato con le urine successive al rapporto sessuale) compare nel 75% dei pazienti sottoposti a TURP e laserTURP.

Oggi esistono molte tecniche alternative: una di queste, sicura e vantaggiosa, è la prostatectomia transuretrale mediante laser al tullio (TULEP). Essa offre gli stessi risultati e la non invasività della classica TURP, ma apporta importanti vantaggi come la riduzione del sanguinamento, del tempo di cateterizzazione e quindi dei giorni di degenza ospedaliera. Il laser al tullio è idoneo al trattamento dei tessuti molli, quale è la prostata; interagisce in modo efficace con l’acqua e per questo si adatta perfettamente alla chirurgia endoscopica: il raggio laser viene fortemente assorbito da tutti i tessuti, evitando che si propaghi in zone che non devono essere interessate dal trattamento. Oltre che per l’ipertrofia prostatica benigna, il laser al tullio può essere impiegato con successo anche per il trattamento di tumori, stenosi, incisione del collo vescicale e per la litotrissia (ovvero la frantumazione dei calcoli).

Gli interventi indicati per l’ipertrofia prostatica benigna sono tradizionalmente due:

Inizialmente l’ipertrofia prostatica benigna è trattata con i farmaci (tamsulosina, alfuzosina, silodosina, dutasteride, etc); tuttavia, quando la terapia farmacologica fallisce, si ricorre alla chirurgia.

Descrizione della tecnica: per via uretrale (ovvero attraverso il pene) viene introdotto uno strumento (resettoscopio) attraverso il quale si inserisce una sonda laser. Il laser asporta la porzione di prostata aumentata; essa viene quindi ridotta in frammenti più piccoli, che vengono infine aspirati dal resettoscopio. Al termine dell’intervento viene applicato un catetere vescicole trans-uretrale.
La durata della procedura varia da 40 a 120 minuti e dipende soprattutto dalla grandezza della prostata.
L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale (spinale) o generale.

Definizione: la prostatectomia transuretrale mediante laser al Tullio (TULEP) è un intervento endoscopico, ovvero non implica l’incisione esterna della cute poiché lo strumento chirurgico è introdotto attraverso il pene. Scopo di questa procedura è ridurre i sintomi urinari e di ostruzione dovuti all’ingrossamento prostatico, che determina problemi allo svuotamento della vescica.
È una tecnica innovativa, alternativa alla classica resezione della prostata (TURP).

Decorso post-operatorio: generalmente il giorno successivo all’intervento viene rimosso il catetere vescicole e il giorno seguente il paziente, in assenza di complicanze, può essere dimesso. In caso di ematuria (presenza di sangue nelle urine) il personale medico può decidere di mantenere il catetere qualche giorno in più.

L’iperplasia prostatica benigna è una delle più comuni patologie nel sesso maschile e si manifesta nel 30% dei pazienti al di sopra dei 60 anni con l’insorgenza di disturbi ad urinare (getto minzionale debole, difficoltà ad iniziare la minzione, necessità di recarsi molte volte in bagno, necessità di urinare anche la notte, infezioni frequenti); nei casi più gravi è addirittura necessario posizionare un catetere vescicale per impossibilità del paziente ad urinare.

  • la TURP (resezione prostatica trans-uretrale): è un intervento endoscopico, ovvero non viene incisa la cute del paziente, ma viene resecata dall’interno la porzione centrale della prostata, che causa i sintomi urinari;
  • l’adenomectomia prostatica, un intervento “a cielo aperto”: viene eseguito un taglio sulla cute del paziente per poter accedere alla prostata e rimuovere la parte ingrossata.

Quali sono le eventuali complicanze?
Come per qualsiasi tipo di intervento, anche la laser vaporizzazione selettiva della prostata è soggetta al rischio di complicanze. Tuttavia, l’ incidenza di tali complicanze, sono di gran lunga inferiori a quella dei trattamenti tradizionale per iperplasia prostatica benigna. In particolare in alcuni casi può verificarsi eiaculazione retrograda che comporta la mancata emissione dello sperma durante l’ attività sessuale.
La comunità urologica internazionale ha accolto in maniera entusiasta la vaporizzazione laser della prostata dal momento che questo tipo di intervento è sicuro, efficace, di semplice esecuzione, offre un rapido recupero ed enormi miglioramenti rispetto ad altre procedure endoscopiche per la terapia della IPB. La vaporizzazione laser ha dimostrato di avere eguale efficacia rispetto alla TURP tradizionale e minori complicanze

Per il trattamento della iperplasia prostatica benigna sono disponibili anche altri tipi di trattamento come la resezione transuretrale della prostata (TURP) e la prostatectomia a cielo aperto. Tuttavia la vaporizzazione laser della prostata è gravata da un tasso di complicanze notevolmente inferiore rispetto alle altre metodiche e inoltre presenta notevoli vantaggi quali:

Tutti gli uomini affetti da iperplasia prostatica benigna che non rispondono alla terapia medica con farmaci sono candidabili a questo tipo di intervento. Tale trattamento è di notevole vantaggio per i pazienti che assumono anticoagulanti, i quali potranno essere operati senza sospendere la loro terapia
La vaporizzazione laser della prostata riduce , fino ad eliminarli completamente, i sintomi causati dall’ iperplasia prostatica benigna elencati qui di seguito:

  • pollachiuria (urinare in maniera frequente)
  • urgenza
  • difficoltà ad iniziare la minzione
  • minzione lenta e prolungata
  • minzione notturna (nicturia)
  • minzione intermittente
  • sensazione di non completo svuotamento dopo avere urinato
  • Infezioni urinarie

Descrizione della procedura (torna su)

  • infezioni urinarie ricorrenti e recidivanti
  • insufficienza renale
  • ipercontrattilità vescicale permanente
  • incontinenza
  • totale incapacità di svuotare la vescica (ritenzione urinaria)
  • calcoli vescicali
  • presenza di sangue nell’ urina (ematuria)

La vaporizzazione foto selettiva della prostata con laser a luce verde viene eseguita in anestesia spinale o generale. L’ intervento si esegue senza praticare incisioni. Uno strumento endoscopico collegato ad una videocamera viene introdotto nel pene per via retrograda fino a raggiungere l’ uretra prostatica. La fibra laser viene fatta passare attraverso lo strumento endoscopico per vaporizzare il tessuto prostatico.

Introduzione (torna su)

L’ utilizzo della tecnologia laser è divenuto oggigiorno molto diffuso in urologia per il trattamento della iperplasia prostatica benigna (IPB). Tra le varie tecniche che utilizzano il laser per questa finalità, quella di gran lunga più impiegata ed efficace è la cosiddetta Vaporizzazione fotoselettiva della prostata con laser a luce verde (PVP). Tramite questa metodica si utilizza un laser per asportare il tessuto prostatico in eccesso con la finalità di allargare il canale uretrale e facilitare il transito dell’ urina. Il laser viene selettivamente assorbito dal sangue all’interno del tessuto prostatico.

You Might Also Like