Laser e prostata

Inizialmente l’ipertrofia prostatica benigna è trattata con i farmaci (tamsulosina, alfuzosina, silodosina, dutasteride, etc); tuttavia, quando la terapia farmacologica fallisce, si ricorre alla chirurgia.

Decorso post-operatorio: generalmente il giorno successivo all’intervento viene rimosso il catetere vescicole e il giorno seguente il paziente, in assenza di complicanze, può essere dimesso. In caso di ematuria (presenza di sangue nelle urine) il personale medico può decidere di mantenere il catetere qualche giorno in più.

Oggi esistono molte tecniche alternative: una di queste, sicura e vantaggiosa, è la prostatectomia transuretrale mediante laser al tullio (TULEP). Essa offre gli stessi risultati e la non invasività della classica TURP, ma apporta importanti vantaggi come la riduzione del sanguinamento, del tempo di cateterizzazione e quindi dei giorni di degenza ospedaliera. Il laser al tullio è idoneo al trattamento dei tessuti molli, quale è la prostata; interagisce in modo efficace con l’acqua e per questo si adatta perfettamente alla chirurgia endoscopica: il raggio laser viene fortemente assorbito da tutti i tessuti, evitando che si propaghi in zone che non devono essere interessate dal trattamento. Oltre che per l’ipertrofia prostatica benigna, il laser al tullio può essere impiegato con successo anche per il trattamento di tumori, stenosi, incisione del collo vescicale e per la litotrissia (ovvero la frantumazione dei calcoli).

Gli interventi indicati per l’ipertrofia prostatica benigna sono tradizionalmente due:

  • riduzione del sanguinamento: questo permette di eseguire tale procedura anche nei pazienti ad alto rischio, con problemi di coagulazione;
  • riduzione del tempo di cateterizzazione.
  • la TURP (resezione prostatica trans-uretrale): è un intervento endoscopico, ovvero non viene incisa la cute del paziente, ma viene resecata dall’interno la porzione centrale della prostata, che causa i sintomi urinari;
  • l’adenomectomia prostatica, un intervento “a cielo aperto”: viene eseguito un taglio sulla cute del paziente per poter accedere alla prostata e rimuovere la parte ingrossata.

Descrizione della tecnica: per via uretrale (ovvero attraverso il pene) viene introdotto uno strumento (resettoscopio) attraverso il quale si inserisce una sonda laser. Il laser asporta la porzione di prostata aumentata; essa viene quindi ridotta in frammenti più piccoli, che vengono infine aspirati dal resettoscopio. Al termine dell’intervento viene applicato un catetere vescicole trans-uretrale.
La durata della procedura varia da 40 a 120 minuti e dipende soprattutto dalla grandezza della prostata.
L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale (spinale) o generale.

Effetti collaterali: fastidiosi disturbi urinari (bruciore durante la minzione, minzione frequente) possono protrarsi per 4-6 settimane dopo l’intervento. L’eiaculazione retrograda (ovvero il liquido seminale, al momento dell’orgasmo, non fuoriesce all’esterno ma si riversa in vescica e viene eliminato con le urine successive al rapporto sessuale) compare nel 75% dei pazienti sottoposti a TURP e laserTURP.

Definizione: la prostatectomia transuretrale mediante laser al Tullio (TULEP) è un intervento endoscopico, ovvero non implica l’incisione esterna della cute poiché lo strumento chirurgico è introdotto attraverso il pene. Scopo di questa procedura è ridurre i sintomi urinari e di ostruzione dovuti all’ingrossamento prostatico, che determina problemi allo svuotamento della vescica.
È una tecnica innovativa, alternativa alla classica resezione della prostata (TURP).

Turp

La chirurgia della prostata non è raccomandato per gli uomini che hanno:

Lo svolgimento di questa procedura consiste nell’inserimento degli aghi da parte del chirurgo, il quale utilizzando una telecamera apposita riuscira a intervenire nella zona colpita e dare il via agli ultrasuoni che riscaldando gli aghi che a loro volta coinvolgeranno il tessuto della prostata, che solitamente nel giro di un paio di settimane tende a tornare alla normalità.

In primo luogo, si inserisce un cistoscopio nel pene attraverso l’uretra nella ghiandola prostatica e successivamente si introduce uno strumento speciale di taglio attraverso il cistoscopio, per rimuovere la ghiandola prostatica segmento per segmento (durante l’intervento può venire utilizzata la cauterizzazione per arrestare eventuali emorragie).

Ulteriori rischi possono essere:

Dopo l’intervento chirurgico, sarà posizionato un catetere di Foley, nel corpo per contribuire ad eliminare eventuali tracce di urine che inizialmente si possono presentare che vanno pero’ a scomparire con il tempo.

Altre tecniche per la rimozione della prostata

TURP è particolarmente efficace per eliminare i sintomi di ingrossamento della prostata, anche se alcune fonti hanno riferito che all’età di 10 anni, circa il 20% delle persone hanno richiesto un ulteriore intervento chirurgico per rimuovere il tessuto prostatico aggiuntivi.

Il funzionamento è molto semplice, il raggio laser distrugge ogni tessuto della prostata, che blocca l’apertura dell’uretra e della vescica in uscita allo scopo di migliorare la velocità del flusso urinario e riduce i sintomi di BPH ed anche in questa tecnica è possibile abbinare il catetere di Foley (per due o tre giorni) per aiutare il drenaggio della vescica dopo l’intervento.

Gli alfa bloccanti che agiscono sulla muscolatura liscia della prostata favorendone rilassamento e decontrazione.

In caso di prostatite l’ingrossamento si accompagna a:

E’ un rigonfiamento della ghiandola prostatica che avviene per congestione (eccessivo afflusso di sangue) ed edema (accumulo di acqua negli spazi intercellulari) della ghiandola in seguito ad un processo infiammatorio.

Iperplasia prostatica benigna

Approfondimento sull’’anatomia della prostata.

La prostatite può essere causata da un’infezione batterica e più raramente da infezioni micotiche, virali o da protozoi.

Gli inibitori della 5α-reduttasi ossia della trasformazione di testosterone in DHT.

  • Dolore al perineo, (area compresa tra scroto ed ano) dovuto allo spasmo dei muscoli vescicali e pelvici.
  • Difficoltà nell’urinare, bruciori, stimolo continuo, difficoltà a svuotare la vescica,sangue nell’urina, flusso ridotto.
  • Febbre e malessere generalizzato.
  • Rapporti ed eiaculazione dolorosi.
  • Cistiti (infiammazioni della vescica) frequenti.

La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile della grandezza di una noce, posta subito al disotto della vescica e davanti all’intestino retto, è attraversata dalla uretra, che convoglia per l’escrezione le urine provenienti dalla vescica. La sua funzione è la secrezione del così detto liquido prostatico. Questo all’atto della eiaculazione viene convogliato nell’uretra e qui si unisce ad altri fluidi escreti per costituire insieme a questi il liquido seminale.

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