Iperplasia prostatica: Prostata ingrossata

La ricerca ha dimostrato che l’adenomatosi prostatica si riscontra più frequentemente nella popolazione maschile che soffre di pressione alta, o è diabetica.

Non è da escludere che questo farmaco venga somministrato pure in concomitanza con il precedente summenzionato medicinale.

  • difficoltà nell’iniziare l’espulsione delle urine
  • minzione intermittente (in tempi dilazionati)
  • un frequente bisogno di urinare notturno (nicturia)
  • bisogno improvviso di urinare che può generare casi di incontinenza (qualora non ci sia un bagno nelle vicinanze)
  • dolore durante l’urinazione (disuria)
  • difficoltà nello svuotamento della vescica (spesso l’uomo ha come l’impressione anche di non averla svuotata del tutto)
  • sangue nelle urine (ematuria), sintomo di una possibile infezione in corso, solitamente accompagnata anche da uno sgradevole odore, da un senso di nausea, da dolori al basso ventre e da febbre alta.

La diagnosi dell’iperplasia prostatica presenta 3 fasi:

Le cause di questa malattia cronica progressiva non ci sono ancora note: si sa che vi sono delle correlazioni con l’età senile e con la variazione ormonale fisiologica dei pazienti.

a circa un anno e mezzo che faccio avanti e indietro dai dottori mi son fatti tutti gli esami di ogni genere e dicono che ce l’ho ingrossata 4 o 5 non capisco ma ogni volta mi dicono “faccia questa cura e fra un mese si rifaccia vedere con i soliti esami” ma nel frattempo ogni due mesi ho un blocco e sono costretto a chiamare l’ambulanza perchè non posso urinare e la storia si ripete e mi mettono il catetere x 10 giorni e cosi via. non so quello che debbo fare x sapere cosa posso fare?

Come tutte le operazioni essa non è esente dai rischi legati:

Quando la prostata si ingrossa, si crea una pressione sulla vescica e sull’uretra che può influenzare la minzione e può causare i seguenti disagi che possono essere interpretati anche come sintomi:

L’IVU è una radiografia che viene utilizzata per studiare il sistema urinario (reni, vescica, uretra) e cercare/escludere delle possibili infezioni. È un’indagine che consiste nell’introdurre un liquido speciale (colorante innocuo radioattivo) nel sangue, che arriva velocemente nelle urine. Quando questo contrasto raggiunge il sistema urinario si eseguono delle radiografie per controllarlo. Qualora non vi fossero delle ombre nella vescica si escluderà la presenza di un cancro maligno.

Nicturia. Bisogno continuo di urinare durante le ore notturne e sensazione di non riuscire a trattenersi.

Le prostatiti croniche sono molto difficili da curare perché resistenti alle terapie. Terapie che sono basate su somministrazione di antibiotici e solo su determinate categorie di questi in quanto vi è difficoltà di diffusione dei principi attivi a livello di prostata. La terapia antibiotica in tali situazioni deve durare per almeno 3 mesi.

Qualunque sia la patologia scatenante dell’ingrossamento della ghiandola fondamentale è alleviare la sintomatologia e quando è possibile eliminare la patologia scatenante.

Per contrastare l’ingrossamento della prostata vengono anche usati estratti vegetali che, sebbene abbiano una azione poco nota (si ipotizza che riducano la componente infiammatoria), provocano diminuzione dei sintomi. Il più comune è l’estratto del frutto della Serenoa repens (palma nana).

limitare lo stress.

Da tutto ciò scaturisce gran parte della sintomatologia che caratterizza le condizioni morbose che causano detto ingrossamento.

La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile della grandezza di una noce, posta subito al disotto della vescica e davanti all’intestino retto, è attraversata dalla uretra, che convoglia per l’escrezione le urine provenienti dalla vescica. La sua funzione è la secrezione del così detto liquido prostatico. Questo all’atto della eiaculazione viene convogliato nell’uretra e qui si unisce ad altri fluidi escreti per costituire insieme a questi il liquido seminale.

La terapia è fondamentalmente di 4 tipi: farmacologica, chirurgica, dieta e rimedi naturali.

La cura per la prostatite acuta di origine batterica consiste nell’assunzione di antibiotici. La terapia va protratta per un periodo abbastanza lungo (anche superiore alle tre settimane) fino alla completa scomparsa dei batteri perché la prostata si dimostra poco sensibile all’azione dei farmaci.

Talvolta necessari anche L’ esame delle urine con urinocoltura, che permette di escludere un’eventuale infezione delle vie urinarie, in grado di simulare una sintomatologia analoga a quella dell’IPB.

Ipertrofia e carcinoma prostatico non sono correlati , sebbene le due condizioni possano coesistere e spesso il secondo venga diagnosticato incidentalmente durante indagini per la molto più comune Ipertrofia. Ipertrofia e carcinoma si impiantano infatti su zone diverse della prostata, essendo il carcinoma prevalentemente nella zona periferica, mentre l’ipertrofia nella zona centrale.

Sempre necessario il dosaggio ematico del PSA (ricordare? Gli abbiamo dedicato una puntata alcune settimane fa).

Non è chiara la causa prima di questo ingrossamento. Sembrano da escludersi componenti ambientali (vi ricordate, ad esempio, la precedente puntata su bicicletta e prostata?), mentre si è ipotizzato il ruolo di fattori ereditari per l’aumentato rischio di incidenza.

Discorsi da bar, appunto, ma più frequenti di quanto non si pensi, perché se la prostata l’abbiamo tutti ( ricordate una puntata di qualche mese fa? ) sono anche tanti quelli che l’hanno ingrossata.

di: VersiliaToday Redazione | Pubblicato il 29/03/2014 at 20:30.

E’ una delle patologie più comuni nella popolazione maschile. Colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, circa il 60% degli uomini oltre i 60 anni e fino all’80% degli uomini tra 70 e 80 anni!

Maggiore precisione al fine della prevenzione e della valutazione del volume prostatico è dato dall’ecografia sia soprapubica che transrettale. L’ecografia inoltre evidenzia il residuo postminzionale, cioè se rimane urina stagnante in vescica dopo aver urinato, che è sintomo importante che la Ipertrofia si sta aggravando. L’ecografia inoltre consente di diagnosticare complicanze frequenti di una IPB trascurata, come diverticoli vescicali (segno di sfiancamento della vescica) o calcoli.

L’esplorazione rettale, (palpazione della prostata attraverso il retto), può rivelare un marcato ingrossamento della ghiandola; è un esame molto soggettivo che dipende dall’abilità dell’urologo che ne percepisce dimensioni, consistenza e profili.

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