Intervento totale prostata

di Carlo Ciocci

E’ direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università “La Sapienza”

L’INTERVISTA

Tumore della prostata, PSA e nuovi marcatori

Il cancro della prostata viene oggi riconosciuto come uno dei principali problemi medici cui è sottoposta la popolazione maschile. In Europa rappresenta la neoplasia di gran lunga più frequente, con un’incidenza annuale di 214 casi ogni 1000 uomini per una stima di circa 2,6 milioni di nuovi casi ogni anno, e la seconda causa di morte per neoplasia. Da circa 20 anni con l’introduzione nella pratica clinica del PSA (antigene prostatico specifico) si è registrato infatti un notevole aumento nella diagnosi della neoplasia, al quale però ha corrisposto solo un leggero incremento della mortalità, ponendo il problema del tumore prostatico clinicamente non significativo e del rischio del sovra-trattamento.

– Negli ultimi anni è stato introdotto nella pratica clinica il dosaggio del PCA3: in che cosa consiste e a che cosa serve?

E’ divenuto Professore Associato prima e Professore Ordinario poi presso l’Università “La Sapienza” di Roma ed è attualmente responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Urologia e Tecniche Mininvasive.

Il professor Carlo De Dominicis si è laureato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma ed ha conseguito la Specializzazione in Urologia con il Prof. Ulrico Bracci.

– Anche il PCA3, pertanto, pur aiutando l’urologo a precisare il reale stato della prostata non risolve del tutto il problema diagnostico. Ci sono altre indagini che possono essere utili?

Risponde il medico Dott. Davide Vaccino

Risponde il medico Dott. Davide Vaccino

Gentile dottore,
A seguito dei duvuti esami , sono risultato affetto da prostatite di tipo cronico. Per effetto di una spermocultura, il mio urologo constatava la presenza di batteri ed ordinava l’assunzione di antibiotici. Successivamente, per effetto della cura, i risultati di un secondo esame rilevavano l’assenza di presenza batteriologica. L’assunzione periodica di antinfiammatori non sta producendo, tuttavia, dei miglioramenti alle mie condizioni generali ed ai miei deficit sessuali che si manifestano costantemente da circa 2 anni (la mia eta’ e’ 35 anni). La mia domanda e’ la seguente: esiste uno step successivo alla mera cura antinfiammatoria, oppure il progresso scientifico si ferma qui? Ed ancora, l’assunzione periodica di viagra puo’ produrre un aumento dell’infiammazione prostaica? Ed infine, con quale frequenza suggerisce di effettuare l’esame della spermiocultura per il controllo della eventuale formazione di batteri? Grazie anticipate per la cortese risposta.

Argomento: Tumore alla prostata

Argomento: Tumore alla prostata

Risponde il medico Dott. Stefano Paparella

Quello a cui Lei ГЁ stato sottoposto ГЁ il normale screening che si effettua nella popolazione maschile dopo i 50 anni di etГ . E’ normale avere una prostata ingrossata (la prostata di un 25enne ГЁ di circa 18-20gr, ma negli anni essa aumenta di dimensioni sotto influenza ormonale), bisogna perГІ capire quanto ГЁ ingrossata e se vi ГЁ evidenza di lesioni sospette per tumore o no. Se non vi ГЁ evidenza di lesioni ecografiche sospette, se l’esplorazione rettale non ha evidenziato noduli (ma soltanto una prostata ingrossata) e se il PSA risulta nei limiti di norma, non c’ГЁ alcun bisogno di allarmarsi. Si tratta infatti di una “Ipertrofia prostatica benigna” in fase iniziale, cioГЁ di un ingrossamento fisiologico della ghiandola (non quindi un tumore!), che comunque va tenuta sotto controllo con regolari visite urologiche per evitare possibili futuri problemi alla minzione. Se invece uno o piГ№ parametri sopradescritti risultano alterati, sarГ utile consultare a breve un Urologo.

Argomento: Tumore alla prostata

Entrambi i disturbi che ha citato potrebbero in effetti essere correlabili alla presenza di un quadro di prostatite o uretrite, anche in considerazione della giovane etГ . Le consiglio una visita urologica quanto prima per inquadrare correttamente il problema.

Gentile Signore,
le calcificazioni della prostata sono molto frequenti e di solito vengono individuate all’ecografia prostatica. Sono il risultato della degenerazione di un acino delle prostata con deposizione di sali di calcio, cioГЁ una piccola porzione della prostata smette di funzionare e si trasforma in un piccolo calcolo. Di per se non ha nessun significato patologico. PuГІ essere il risultato di pregresse prostatiti

Risponde il medico Dott. Riccardo Autorino

mi hanno diagnosticato una IPB, la cura che mi ГЁ stata prescrittasono una compressa di xatral per tutta la vita e una compressa di Avodart per tre mesi.E’una cura appropriata grazie

Caro Walter, non vi sono evidenze che l’assunzione di tale farmaco possa influenzare l’attivitГ sessuale, anche nell’utilizzo cronico.

Oltre al valore generale del PSA, sarebbe opportuno conoscere il valore del rapporto PSA libero su totale.
Questo innalzamento del PSA (passato da 6,7 a 7,2 in un anno) potrebbe essere la conseguenza di un ulteriore incremento del volume della sua prostata. Le consiglio di ripetere il dosaggio del PSA con rapporto libero/totale tra 6 mesi, con una successiva visita urologica ambulatoriale

Cosa ГЁ l’eiaculazione retrograda e quali disturbi porta ad un paziente operato di prostatectomia

Risponde il medico Dott. Riccardo Autorino

In considerazione del riscontro bioptico (a questo proposito sarebbe anche interessante conoscere un dato che non ha citato e cioГЁ il numero di prelievi eseguiti nel corso della biopsia prostatica) e dei valori del PSA (da correlare anche con la terapia in atto con dutasteride) ГЁ senz’altro indicata la prosecuzione di regolari controlli urologici. In base al quadro clinico complessivo ed all’esito dei dosaggi del PSA il suo urologo di fiducia potrГ valutare l’eventuale ripetizione di un’agobiopsia prostatica eco-guidata con un numero maggiore di prelievi per una migliore accuratezza diagnostica.

Risponde il medico Dott. Francesco Sanguedolce

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