Intervento alla prostata turp in soggetto con ritenzione acuta

La formazione di un ascesso prostatico rende necessario un piccolo intervento chirurgico, per drenare il pus.
La batteriemia e la sepsi impongono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili dell’infiammazione prostatica e da eseguirsi in ambito ospedaliero, sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze mediche e richiedono l’intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
Infine, l’incapacità a urinare costringe i pazienti all’uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

  • la prostatite acuta di origine batterica (tipo I),
  • la prostatite cronica di origine batterica (tipi II),
  • la prostatite cronica non-batterica (tipo III)
  • la prostatite asintomatica (tipo IV).

L’infiammazione della prostata cronica di origine batterica è la prostatite causata da batteri, la cui sintomatologia compare in modo graduale e presenta una caratteristica persistenza (il termine cronico si riferisce proprio al carattere persistente).
Conosciuta anche come prostatite di tipo II, l’infiammazione della prostata cronica di origine batterica può essere: l’esito del mancato trattamento di una prostatite acuta di origine batterica, la conseguenza di un’infezione delle vie urinarie o, infine, la complicanza di un’epididimite (infezione testicolare).
I sintomi e i segni delle prostatiti croniche di origine batterica ricordano molto i disturbi caratteristici delle prostatiti acute di origine batterica; di differente hanno:

L’iter diagnostico per individuare le infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica è lo stesso previsto per le forme acute di origine batterica; pertanto, sono fondamentali alla diagnosi: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e i test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
In assenza di trattamenti adeguati, da una prostatite di tipo II possono derivare diverse complicanze, tra cui: l’incapacità di urinare, la batteriemia o la sepsi, e l’ascesso prostatico.
Non esistono sufficienti evidenze scientifiche a sostegno della tesi secondo cui l’infiammazione della prostata – acuta o cronica – di origine batterica favorirebbe, in qualche modo, lo sviluppo di neoplasie a livello prostatico.

  • Antibiotici. Sono fondamentali per combattere l’agente scatenante, ossia i batteri;
  • Antinfiammatori. Riducono l’infiammazione, di conseguenza mitigano la sintomatologia dolorosa;
  • Alfa-bloccanti. Rilasciando la muscolatura liscia di vescica e prostata, consentono di alleviare, in molti pazienti, i disturbi urinari.
  • Bere molta acqua;
  • Astenersi dalla pratica sessuale (N.B: si ricorda che anche il partner dovrebbe seguire la terapia antibiotica);
  • Fare bagni caldi;
  • Evitare l’utilizzo della bicicletta;
  • Impiegare sempre un cuscino, quando ci si siede per lunghi periodi di tempo;
  • Evitare il consumo di caffè, alcolici e cibispeziati;
  • Ricorrere a decongestionantifitoterapici (decotti e infusi a base di gramigna, equiseto, radice di prezzemolo, foglie di carciofo, salvia, betulla, uva ursina o tarassaco).
  • Antinfiammatori, specie se gli esami diagnostici confermano la presenza della cosiddetta sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria;
  • Antidolorifici;
  • Alfa-bloccanti;
  • Lassativi. Alcuni pazienti sembrano trarre dei benefici dall’impiego di tali farmaci.

Nel caso compaiano disturbi riconducibili a un’infiammazione prostatica, specie in presenza di febbre, bruciore urinario o bisogno impellente di urinare, è molto importante rivolgersi precocemente allo specialista urologo. Curare la prostatite nelle fasi di esordio, infatti, è molto più facile ed efficace rispetto ai casi divenuti cronici; si evita inoltre il rischio di complicanze in seguito a fenomeni infettivi acuti, come la ritenzione d’urina (incapacità di urinare) e l’ascesso prostatico.

Il trattamento dell’infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

  • problemi di controllo urinario (incontinenza)
  • difficoltà di ottenere e mantenere un’erezione (impotenza)
  • perdita di fertilità spermatozoi (infertilità)
  • passaggio dello sperma nella vescica anziché attraverso l’uretra (eiaculazione retrograda)
  • stenosi uretrale (restringimento del punto urinario)

Turp

Lo svolgimento di questa procedura consiste nell’inserimento degli aghi da parte del chirurgo, il quale utilizzando una telecamera apposita riuscira a intervenire nella zona colpita e dare il via agli ultrasuoni che riscaldando gli aghi che a loro volta coinvolgeranno il tessuto della prostata, che solitamente nel giro di un paio di settimane tende a tornare alla normalità.

Sebbene l’approccio transuretrale è quello più usato, ci sono altre procedure chirurgiche per l’asportazione della prostata, come il transvesical, l’approccio retropubica e sovrapubica. Il vantaggio principale dell’approccio transuretrale è che nessuna incisione esterna è realizzata, tuttavia, è difficile da rimuovere una prostata di grandi dimensioni utilizzando TURP.

TUIP è simile alla TURP, ma di solito è effettuata su persone che hanno una prostata relativamente piccola. Questa procedura viene di solito eseguita su una base ambulatoriale e di solito non necessitano nessun tipo di ricovero.

La convalescenza dopo una rimozione di prostata: la degenza ospedaliera di prostatectomia aperta è di circa 4-7 giorni ed il recupero completo dopo l’intervento possono prendere 3 settimane.

La chirurgia della prostata non è raccomandato per gli uomini che hanno:

I rischi per qualsiasi anestesia sono:

La rimozione della prostata può essere raccomandata nei seguenti casi:

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