Intervento alla prostata conseguenze

Generalmente dopo l’intervento, in assenza di complicazioni, la dimissione dall’ospedale avviene dopo circa una settimana. Il catetere vescicale, che viene posizionato durante l’intervento, viene mantenuto in sede per un periodo di solito variabile da 5 a 10 giorni, in base alla tecnica operatoria eseguita, alle condizioni locali intra-operatorie e del decorso post-operatorio. Durante questo periodo vengono somministrati alcuni farmaci con lo scopo di favorire il decorso operatorio e la guarigione della ferita chirurgica.

Considerando la portata dell’intervento, possono tuttavia esserci delle conseguenze negative per il paziente sottoposto alla prostatectomia radicale. Gli effetti collaterali più importanti possono essere la disfunzione erettile, cioè la riduzione o l’assenza di erezione, e l’incontinenza urinaria.

La decisione del chirurgo sul tipo di strategia e chirurgia da utilizzare, dipende da una valutazione delle caratteristiche, delle dimensioni e dell’estensione del tumore.

La decisione di procedere con la chirurgia ha una finalità curativa: lo scopo è infatti quello di eliminare tutto il tumore.

L’intervento prende il nome di prostatectomia radicale e consiste nell’asportazione della prostata, delle vescicole seminali e dei linfonodi presenti nelle regioni attorno alla prostata e nel bacino. I linfonodi sono piccoli ghiandole con la funzione di filtrare liquidi e proteine (ed eventualmente cellule tumorali) presenti nei vasi linfatici. La rimozione dei linfonodi viene eseguita al fine di ottenere una completa rimozione del tumore e una più precisa stadiazione della malattia.

  • A cielo aperto. Si tratta di un intervento abbastanza complesso che prevede l’asportazione della prostata mediante l’incisione dell’addome – dal pube all’ombelico – o dell’area compresa tra scroto e ano (questa metodica viene effettuata raramente).
  • Laparoscopia. È un intervento di una durata sicuramente superiore al precedente ma con dei tempi di recupero decisamente più brevi: viene effettuato mediante piccole incisioni di circa 1 cm nella parte inferiore dell’addome che permettono l’inserimento di una videocamera e degli opportuni strumenti per procedere con l’asportazione della prostata.
  • Chirurgia robotica. Consiste in un intervento che ha le stesse caratteristiche di quello laparoscopico ma che prevede anche l’impiego di un robot. Questa tecnica consente di operare con un ingrandimento visivo di circa 20 volte e con una visione a 3 dimensioni, consentendo di eseguire l’intervento con una accuratezza superiore a quello della chirurgia a cielo aperto o della chirurgia laparoscopica classica.
    Anche in questo caso i tempi di recupero sono brevi, ma richiede la presenza di un’apparecchiatura specializzata.

Si procede inoltre all’analisi dei linfonodi delle regioni adiacenti per verificare un’eventuale presenza di cellule tumorali.

Le risposte ottenute consentono di valutare la necessità di affiancare una terapia adiuvante, che sia cioè di aiuto all’intervento chirurgico, come la radioterapia o la terapia ormonale.

L’intervento viene generalmente effettuato in anestesia “loco-regionale”, cioè mediante una piccola iniezione di anestetico a livello della colonna vertebrale (generalmente in associazione ad una sedazione) oppure in anestesia generale.

Negli uomini questa malattia è uno dei disturbi alla prostata più frequenti di cui quasi tutti i maschi soffrono quando invecchiano.
I rapporti dicono che gli uomini oltre i 60 anni di età sono il gruppo più predisposto a questo problema.

Sebbene ci siano alcuni effetti collaterali possibili per questo intervento, sono molto lievi. Dopo questa procedura c’è meno dell’1% di probabilità che ci sia una disfunzione sessuale.
Questo perché a differenza di un’operazione chirurgica a cielo aperto, in questa procedura i nervi e i vasi presenti intorno alla vescica non sono a rischio, vista l’alta precisione di questo intervento chirurgico.

Una prostatectomia con il robot è un intervento chirurgico in cui si rimuove un cancro alla prostata effettuando delle incisioni minime con alta precisione tramite l’aiuto di attrezzature robotizzate.
Durante l’intervento, il chirurgo conserva le tre aree delicate più importanti per la funzione sessuale e il controllo urinario:

Vantaggi
Dato che questa procedura è breve, non è necessario che il paziente passi la notte in ospedale.
Quindi il tempo di recupero è abbastanza breve rispetto alle operazioni chirurgiche tradizionali.

  1. Il 96% dei pazienti recupera il controllo della vescica in soli 2-3 mesi,
  2. L’85% riacquista la potenza sessuale in 12-24 mesi.

Vantaggi
Uno dei vantaggi principali della prostatectomia robotica è meno dolore e cicatrici poiché è una procedura minimamente invasiva.
Inoltre, questa è un’opzione particolarmente buona per gli uomini che hanno i livelli di emoglobina bassi, poiché c’è una perdita di sangue inferiore rispetto alle operazioni chirurgiche tradizionali.
Il chirurgo pompa del gas nell’addome con una pressione maggiore rispetto a quella venosa. Per questo, il sanguinamento è ridotto.
L’ingrandimento delle immagini fino a 10 volte le dimensioni normali e la visione tridimensionale migliorano la precisione del chirurgo.
La chirurgia robotica della prostata è l’unico trattamento per il cancro alla prostata che:

  1. Predisposte a emorragie facili,
  2. Che soffrono di altre malattie.
  1. Problemi di coagulazione,
  2. Disturbi cardiovascolari.

Last updated on luglio 5th, 2018 at 05:34 pm

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