Infiammazione prostata che fare

Il trattamento dell’infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

I tipi di infiammazione della prostata sono 4 e corrispondono, per la precisione, a:

Durante il trattamento di un’infiammazione della prostata di origine batterica, i medici consigliano caldamente di:

Ai pazienti con un’infiammazione della prostata di origine batterica (acuta o cronica non ha importanza), i medici raccomandano scrupolosamente di seguire e portare a termine la terapia antibiotica secondo le indicazioni che loro stessi hanno impartito; quindi, per nessun motivo, nemmeno nel caso in cui i sintomi scompaiano già dopo pochi giorni di trattamento, le persone in cura devono sospendere anzitempo le assunzioni.
Tutto ciò si spiega con il fatto che, solo rispettando tali raccomandazioni, sussistono le basi per una buona, se non ottimale, guarigione.

  • Bere molta acqua;
  • Astenersi dalla pratica sessuale (N.B: si ricorda che anche il partner dovrebbe seguire la terapia antibiotica);
  • Fare bagni caldi;
  • Evitare l’utilizzo della bicicletta;
  • Impiegare sempre un cuscino, quando ci si siede per lunghi periodi di tempo;
  • Evitare il consumo di caffè, alcolici e cibispeziati;
  • Ricorrere a decongestionantifitoterapici (decotti e infusi a base di gramigna, equiseto, radice di prezzemolo, foglie di carciofo, salvia, betulla, uva ursina o tarassaco).

L’infiammazione della prostata acuta, di origine batterica, è una forma di prostatite provocata da batteri, i cui sintomi compaiono in modo brusco e improvviso.
Nota anche come prostatite di tipo I, questa infiammazione della prostata può essere la conseguenza di:

La formazione di un ascesso prostatico rende necessario un piccolo intervento chirurgico, per drenare il pus.
La batteriemia e la sepsi impongono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili dell’infiammazione prostatica e da eseguirsi in ambito ospedaliero, sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze mediche e richiedono l’intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
Infine, l’incapacità a urinare costringe i pazienti all’uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

Nonostante sia vero che una terapia così prolungata diminuisce le difese immunitarie e tende ad alterare in negativo la flora batterica intestinale, i benefici ottenuti sono di gran lunga superiori ai possibili effetti collaterali.

Per diagnosticare le infiammazioni della prostata acute, di origine batterica, sono fondamentali: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e una serie di test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
A causa di una diagnosi tardiva, o se i trattamenti sono inadeguati, la prostatite di tipo I può essere responsabile di diverse complicanze, tra cui: batteriemia, incapacità di urinare, formazione di un ascesso prostatico, diffusione agli organi vicini dell’infezione e cronicizzazione dello stato infiammatorio (prostatite cronica di origine batterica).

Quindi dopo ogni studio, ogni fase sperimentale di una terapia, dopo aver messo a punto una tecnica chirurgica, i risultati vengono pubblicati su Riviste Scientifiche nazionali e internazionali con l’intento di informare e anche di stimolare discussioni e ulteriori ricerche.

Un ciao anche a Lei, cara signora!

Gentile signora,
1) il cortisone è un ottimo farmaco con effetto antiinfiammatorio
2) l’effetto dipende dalla causa che provoca l’infiammazione
3) di solito si associa un antidolorifico

Questo, ovviamente, in generale.
Nel Suo caso specifico, a distanza, non è possibile dire se ci sono indicazioni chirurgiche o meno, ma Le posso dire di non abusare con i farmaci perchè i loro effetti collaterali possono essere più a rischio dei rischi, molto bassi, di un intervento.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti

Detto questo, è opportuna avvisarLa che i farmaci, in questo caso, curano i sintomi, ma non la causa e se la causa è, per esempio, un’ernia discale che comprime una o più radici lombari che vanno a costituire il nervo sciatico, è su di essa che bisogna intervenire.
Poichè un’ernia si comporta come una massa compressiva, la soluzione, in genere, è chirurgica.

Non esiste nessuna procedura al mondo né chirurgica né fisiatrica che possa far ripristinare il contenuto acquoso del disco intersomatico vertebrale.
Può darsi che io non ne sia informato, nonostante legga riviste scientifiche e partecipi a Convegni nazionali e internazionali, per cui se Lei chiedesse a chi Le ha detto della possibilità di una tale procedura, di inviarmi i riferimenti bibliografici sull’argomento, gliene sarei estremamente grato.

Gentile signora,
metodologie diagnostiche, tecniche chirurgiche, lo studio delle patologie e come curarle non sono il frutto di chi si sveglia un mattino e dice di aver trovato la terapia miracolosa.
Purtroppo di impostori ce ne sono, ma non è difficile scovarli.

I risultati di ricerche in ogni campo della Scienza e, quindi anche in medicina e chirurgia,dopo un rigoroso vaglio della Comunità Scientifica, vengono discussi, pubblicati, presentati ai Congressi e successivamente utilizzati nella pratica clinica.

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