Infiammazione della Prostata

Il trattamento dell’infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

L’iter diagnostico per individuare le infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica è lo stesso previsto per le forme acute di origine batterica; pertanto, sono fondamentali alla diagnosi: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e i test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
In assenza di trattamenti adeguati, da una prostatite di tipo II possono derivare diverse complicanze, tra cui: l’incapacità di urinare, la batteriemia o la sepsi, e l’ascesso prostatico.
Non esistono sufficienti evidenze scientifiche a sostegno della tesi secondo cui l’infiammazione della prostata – acuta o cronica – di origine batterica favorirebbe, in qualche modo, lo sviluppo di neoplasie a livello prostatico.

Nonostante sia vero che una terapia così prolungata diminuisce le difese immunitarie e tende ad alterare in negativo la flora batterica intestinale, i benefici ottenuti sono di gran lunga superiori ai possibili effetti collaterali.

Per diagnosticare le infiammazioni della prostata acute, di origine batterica, sono fondamentali: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e una serie di test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
A causa di una diagnosi tardiva, o se i trattamenti sono inadeguati, la prostatite di tipo I può essere responsabile di diverse complicanze, tra cui: batteriemia, incapacità di urinare, formazione di un ascesso prostatico, diffusione agli organi vicini dell’infezione e cronicizzazione dello stato infiammatorio (prostatite cronica di origine batterica).

  • la prostatite acuta di origine batterica (tipo I),
  • la prostatite cronica di origine batterica (tipi II),
  • la prostatite cronica non-batterica (tipo III)
  • la prostatite asintomatica (tipo IV).

A definire tale classificazione fu un’agenzia sanitaria statunitense, nota come Istituto Nazionale del Diabete e delle Malattie Digestive e Renali o NIDDK, esattamente nel 1999; in realtà, NIDDK rielaborò una classificazione delle prostatiti risalente al 1968, la quale chiamava prostatodinia l’infiammazione prostatica cronica non-batterica ed escludeva l’infiammazione asintomatica della prostata (perché se ne ignorava l’esistenza).

L’infiammazione della prostata cronica di origine batterica è la prostatite causata da batteri, la cui sintomatologia compare in modo graduale e presenta una caratteristica persistenza (il termine cronico si riferisce proprio al carattere persistente).
Conosciuta anche come prostatite di tipo II, l’infiammazione della prostata cronica di origine batterica può essere: l’esito del mancato trattamento di una prostatite acuta di origine batterica, la conseguenza di un’infezione delle vie urinarie o, infine, la complicanza di un’epididimite (infezione testicolare).
I sintomi e i segni delle prostatiti croniche di origine batterica ricordano molto i disturbi caratteristici delle prostatiti acute di origine batterica; di differente hanno:

La classificazione più recente delle prostatiti distingue la prostatite di tipo III in due sottotipi: la sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria (o sottotipo IIIA) e la sindrome dolorosa pelvica cronica non infiammatoria (o sottotipo IIIB).
Tale distinzione deriva dalla curiosa osservazione di forme di prostatiti croniche non batteriche, caratterizzate da ingenti quantità di globuli bianchi nel sangue, nelle urine e nello sperma (segno inequivocabile di una severa infiammazione), e di altre forme di prostatiti croniche non-batteriche, contraddistinte da esigue quantità di globuli bianchi nei medesimi liquidi organici.

L’infiammazione della prostata è un problema esclusivamente maschile e piuttosto diffuso, tanto che, statistiche alla mano, colpisce l’8,2% degli uomini in almeno un’occasione nel corso della vita.
Si ricorda che la prostata è l’organo a forma di castagna, situato sotto la vescica, che contribuisce in maniera determinante alla costituzione dello sperma.
L’infiammazione della prostata, meglio nota in ambito medico con il termine di prostatite, può dipendere da cause infettive (per la precisione batteriche) o non infettive.
Il quadro sintomatologico dell’infiammazione della prostata è tipico e consiste, generalmente, in: dolore all’area pelvica, dolore allo scroto, dolore alla bassa schiena, disturbi urinari (disuria, stranguria, bisogno impellente di urinare ecc.), eiaculazione dolorosa, defecazione dolorosa ecc.
Per una diagnosi accurata di infiammazione della prostata, è indispensabile svolgere numerosi esami e indagini sul paziente; lo scopo di un iter diagnostico molto articolato è, principalmente, capire le cause dello stato infiammatorio.
Il trattamento varia a seconda del fattore scatenante: le infiammazioni della prostata a origine infettiva richiedono una terapia antibiotica, mentre le infiammazioni della prostata a origine non infettiva necessitano di altre forme di trattamento, non sempre specifiche e dagli alterni risultati.

Incontinenza urinaria. Con improvviso ed incontenibile bisogno di urinare.

Bagni caldi. Servono a rilassare la muscolatura e ad alleviare la sintomatologia dolorosa.

Soffrire di una infezione della vescica o della uretra. Gli agenti patogeni possono facilmente infettare la ghiandola data la contiguità anatomica. Pericolose sono le condizioni in cui la cura con antibiotici non eradichi completamente l’agente patogeno. Questo può annidarsi nella ghiandola e dar luogo ad una prostatite cronica. Prostatite che risulterà particolarmente difficile da curarsi. Per evitare tali problematiche quando si effettua una terapia antibiotica bisogna condurla fino al suo termine e non sospenderla appena si remissione della sintomatologia.

Batteriemia. Passaggio nel sangue che in condizioni normali è asettico dei batteri che hanno infettato la prostata.

Integratori ed estratti di piante ed erbe. Gli estratti utilizzati sono: quello dei frutti della Serenoa repens e la quercitina presente nel te verde. Viene anche usato il Cernilton che è un prodotto del polline delle api. Come integratori si usano quelli vitaminici a base di vitamina E e D.

Malformazione dell’uretra.

Prostatite cronica.

Eliminare o limitare drasticamente il consumo di alcool e caffeina. Irritano la vescica e stimolano la diuresi aggravando la sintomatologia urinaria.

Esistono anche trattamenti non farmacologici, cure naturali che possono attenuare la sintomatologia, i più comuni sono:

You Might Also Like