Farmaci per Curare l Ipertrofia Prostatica Benigna

In caso di ipertrofia prostatica benigna, la terapia farmacologica risulta essenziale ed indispensabile, al fine di evitare la progressione, lenta ma inarrestabile, dei sintomi, e prevenire le complicanze (compresa la ritenzione urinaria acuta).

  • Dutasteride (es. Avodart e Duagen): assumere 500 µg (0,5 mg) al giorno per un periodo di tempo piuttosto lungo. Potrebbero essere necessari anche 6 mesi di trattamento prima di osservare un miglioramento sintomatologico.
  • Finasteride (es. Finasteride, Sitas, Asterid, Ridestin, Proscar, Prostide): si raccomanda la somministrazione di 5 mg di farmaco al dì. Generalmente, i pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna vedono i primi benefici terapici dopo 6-12 mesi di trattamento con Finasteride; nell’evenienza in cui, dopo questo periodo di tempo, il paziente non riscontrasse alcun risultato positivo, il medico provvederà a modificare la terapia. Ad ogni modo, sembra che l’assunzione costante di questo farmaco sia efficace per ottenere sia un miglioramento duraturo dei sintomi a carico del tratto urinario, sia una riduzione del volume prostatico.

Tra i sintomi associati all’ipertrofia prostatica benigna, l’incontinenza urinaria, la diminuzione del calibro urinario e la difficoltà ad urinare giocano sicuramente un ruolo di primo piano. Oltre a questi, si ricordano: dolore durante la minzione, eiaculazione dolorosa, ematuria, necessità di urinare anche di notte, poliuria, pollachiuria, tenesmo vescicale.

I farmaci antiandrogeni sono preferiti in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, soprattutto per quei pazienti con prostata particolarmente ingrossata.

Agenti adrenergici (azione periferica): gli alfa bloccanti sono largamente impiegati in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica, poiché agiscono rilassando la muscolatura liscia, inducendo un incremento significativo del flusso urinario e migliorando i sintomi da ostruzione.

Per “ipertrofia prostatica benigna” s’intende un ingrossamento anomalo della ghiandola prostatica, la struttura deputata alla produzione di un liquido essenziale per la funzione riproduttiva maschile. Il fenomeno è pressoché fisiologico nell’uomo adulto oltre i 50 anni.

Farmaci antiandrogeni: in particolare i farmaci dutasteride e finasteride sono inibitori specifici della 5-alfa reduttasi, l’enzima coinvolto nella metabolizzazione del testosterone in diidrotestosterone, un potente ormone sessuale androgeno maggiormente attivo sulla prostata.

L’effetto dei farmaci antiandrogeni sulla prostata è sorprendente: le dimensioni della ghiandola prostatica vengono ridotte, la funzionalità urinaria viene ripristinata e i sintomi da ostruzione vengono migliorati.

Le informazioni sui Farmaci per la Cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la Cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna.

•DUTASTERIDE (nome commerciale: AVODART): dosaggio 0,5 mg al giorno per un periodo di tempo piuttosto lungo. Potrebbero essere necessari anche 6 mesi di trattamento prima di osservare un miglioramento sintomatologico.

Vi sono, in effetti, anche altri possibili rimedi, penso alla Mepartricina (Ipertrofan) un antibiotico intestinale che finisce per agire sugli ormoni ad influenza prostatica o l’ultima particolare novità: il CIALIS, nella cura dei disturbi prostatici (ma a quest’ultimo vorrei, in futuro, dedicare una puntata specifica) ma resta il fatto che LA LA COMBINAZIONE DI QUESTE CATEGORIE DI FARMACI (TERAPIA COMBINATA), SOPRATTUTTO, MA NON SOLO, ANTIANDROGENI E ADRENERGICI, SI È RIVELATA LA PIÙ EFFICACE NEL RALLENTARE LA PROGRESSIONE DELLA MALATTIA, RITARDANDO QUINDI LA NECESSITÀ DI RICORRERE ALL’INTERVENTO CHIRURGICO.

Ma i problemi della… “pipì” incombono e sarà bene oggi cominciare a raccontare loro delle

L’AFORISMA DEL GIORNO: “Curate. Se non potete curare, lenite. Se non potete lenire, confortate.” Augusto Murri – 1841-1932

Membro della società italiana degli Urologi Ospedalieri e della Società Italana di Andrologia, ha fatto parte della Commissione Oncologica Nazionale del Ministero della Salute ed è stato Presidente della Sezione Provinciale di Lucca della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

di: VersiliaToday Redazione | Pubblicato il 19/04/2014 at 18:30.

2) AGENTI ADRENERGICI (AZIONE PERIFERICA): sono GLI ALFA BLOCCANTI (anche detti: ALFA-LITICI). Sono largamente impiegati in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica, poiché rilassando la muscolatura del collo vescicale e dell’uretra compresi dall’ingrossamento prostatico, inducono un incremento significativo del flusso urinario migliorando così i sintomi da ostruzione. Sono farmaci che possono ABBASSARE LA PRESSIONE, ed in tal senso alcuni di essi sono anche usati come ANTIPERTENSIVI.

Il DR. Luca Lunardini è Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia.

1. Tra i Farmaci ANTIANDROGENI usati per l’ipertrofia benigna i due principali sono la DUTASTERIDE E LA FINASTERIDE. Sono ambedue inibitori specifici della 5-alfa reduttasi, l’enzima coinvolto nella metabolizzazione del testosterone in Diidrotestosterone, un potente ormone sessuale androgeno molto attivo sulla prostata (ricordate la puntata sulla prostata ingrossata?). L’effetto dei farmaci antiandrogeni sulla prostata a lungo andare (richiedono ALCUNI MESI PER FUNZIONARE) può essere assai interessante: le dimensioni della ghiandola prostatica vengono parzialmente ridotte (si può arrivare a 14 in meno), la funzionalità urinaria e i sintomi da ostruzione conseguentemente un po’ migliorati.

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