Come curare la prostata con la fitoterapia

La serenoa è dotata anche di effetti antifiammatori e spasmoltici sui muscoli delle vie urinarie, ricalcando, in questo senso, l’azione di un’altra categoria di farmaci utilizzati nel trattamento dell’ipertrofia della prostata e chiamati alfa-bloccanti. La contrazione dei muscoli prostatici favorisce infatti l’ostruzione dell’uretra, responsabile dei disturbi di minzione associati all’IBP.
La sommatoria di tutti questi effetti sarebbe responsabile dell’efficacia clinica della serenoa nel ridurre la sintomatologia associata all’ipertrofia prostatica, con un’azione paragonabile a quella della finasteride. La tollerabilità della droga sembrerebbe, invece, addirittura superiore. Gli effetti collaterali associati all’utilizzo di serenoa sono infatti generalmente rari e comunque lievi; essi comprendono: prurito, cefalea, ipertensione, disfunzione erettile, calo della libido e problemi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, stitichezza).

Il diidrotestosterone viene sintetizzato grazie all’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi che rende semplice il doppio legame esistente tra il carbonio 4 ed il carbonio 5. Questa banale modifica chimica aumenta notevolmente l’affinità dell’ormone per i recettori androgeni, potenziandone, di conseguenza, l’attività.

L’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, con conseguente blocco della conversione di testosterone in DHT, e del legame tra diidrotestosterone ed il suo recettore, sono stati dimostrati in vitro, ma sembrano troppo deboli affinché possano realizzarsi in vivo. Tutto ciò è sostenuto anche dal fatto che, pur risultando piuttosto efficace nel risolvere la sintomatologia associata all’ipertrofia prostatica benigna, la droga non porta a riduzioni significative del volume prostatico.

L’azione della serenoa negli studi clinici più accreditati è stata valutata con estratti titolati e standardizzati in acidi grassi liberi e fitosteroli all’85-95%, al dosaggio di 320 mg/die. L’estratto liposterolico di serenoa è reperibile anche come specialità medicinale registrata (Permixon ®). In alternativa si può utilizzare la droga grezza a dosaggi di 1-2 grammi al giorno.

La Serenoa repens è oggi largamente utilizzata nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e dell’alopecia androgenica (caduta dei capelli sostenuta da disordini endocrini). I suoi princìpi attivi (trigliceridi, fitosteroli, derivati del sitosterolo, flavonoidi) le conferiscono proprietà antiandrogeniche, che espleta principalmente attraverso un’azione diretta sui recettori del diidrotestosterone, ed indiretta, tramite l’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi.

Questa osservazione ne limiterebbe anche l’efficacia nel trattamento della calvizie di origine androgenica (“alopecia seborroica”) e dell’acne. Ciò non toglie, tuttavia, che la serenoa rappresenti un valido coadiuvante nel trattamento di queste condizioni, da utilizzarsi in associazione ad altri prodotti in grado di potenziarne l’azione o di agire su fronti differenti.

Serenoa (Serenoa repens = Sabal serrulata = Serenoa serrulata) è il nome di una palma che cresce negli stati affacciati sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti, nel sud Europa e nell’Africa del nord. Questa piccola palma (non supera i 3 metri di altezza) produce bacche di colore rosso scuro, monoseme e di dimensioni simili ad olive, che ne costituiscono la droga.

Se prodotto in eccesso, il diidrotestosterone, in virtù del suo forte potere androgeno, favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e causa ipertrofia prostatica. Da qui l’utilizzo di farmaci capaci di bloccare l’enzima 5-alfa-reduttasi, di derivazione fitoterapica (come la Serenoa) o di sintesi (come la finasteride), nel trattamento di queste condizioni.

A differenza del finasteride e della dutasteride, che inibiscono solamente una od entrambe le isoforme dell’enzima 5α-reduttasi, la serenoa agisce ad un duplice livello, bloccando l’enzima da un lato ed impedendo l’interazione del DHT con il suo recettore dall’altro.

In tali circostanze, per prevenire la ricaduta dell’infezione si può aumentare la durata del ciclo di antibiotici fino a 6-8 settimane o prendere un altro antibiotico (come il Miraclin) in grado di penetrare nella prostata e uccidere i batteri totalmente e non parzialmente.
In alcuni casi, il paziente potrebbe essere sottoposto ad un trattamento antibiotico per molti mesi prima che l’infezione finalmente scompaia.
Si possono curare i casi gravi di prostatite che causano un fastidio insopportabile con la somministrazione endovenosa di antibiotici.

Oltre alla terapia, per prevenire la ricorrenza di questa malattia è molto importante bere tanta acqua, evitare alcune attività faticose come equitazione, ciclismo e jogging e anche mantenere la salute della prostata.
Alcune persone riescono ad andare in bicicletta con la sella che ha il buco per la prostata.

Prostatite batterica cronica
Cause: non si conoscono esattamente le cause della prostatite batterica cronica, ma si sospetta che questa malattia sia dovuta a un caso precedente di infezione batterica della ghiandola prostatica e a una ricorrenza frequente di un’infezione delle vie urinarie (cistite).
Tra i batteri responsabili ci sono: Ureaplasma urealyticum, Chlamydia tracomatis, ecc. (Fonte)

Ci sono quattro tipi di infezioni della prostata:

La prostatite è l’infiammazione della ghiandola prostatica e può essere cronica o acuta.

In particolare, secondo la dieta del gruppo sanguigno, i problemi alla prostata possono essere causati da:

  1. Migliorare la salute della prostata,
  2. Curare i sintomi urinari.
  1. Stress,
  2. Danno ai nervi,
  3. Trauma fisico (equitazione, ciclismo e sollevamento di oggetti molto pesanti).

Alcuni farmaci (viagra, cialis, ecc.) possono permettere l’erezione alle persone con prostatite, ma hanno gravi effetti collaterali, quindi bisogna prenderli sotto la supervisione del medico.

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