Clicmedicina s

“134 pazienti, dice il Dott. Giuseppe Petralia, Assistente senior della Divisione di Radiologia IEO e primo autore della ricerca, sono stati studiati preventivamente con la risonanza multiparametrica e quindi operati con robot, altri 134 sono stati sottoposti all’intervento senza eseguire preventivamente l’esame”.

Ma i vantaggi della risonanza magnetica multiparametrica sono stati dimostrati soprattutto nel corso della chirurgia robotica che, certamente meglio di ogni altra tecnica, facilita il riconoscimento e la conservazione dei fasci di nervi coinvolti nella funzione erettile, soprattutto quando il tumore è confinato alla prostata. Attualmente, in questi casi, il dilemma del chirurgo è quello di trovare il punto di equilibrio fra la quantità di tessuto intorno al tumore (i cosiddetti “margini”) da rimuovere per sicurezza, e la quantità di fascio neurovascolare da conservare per evitare l’impotenza.

“Con la guida della risonanza magnetica multiparametrica, dice il direttore di Urologia dell’IEO, Dott. Ottavio De Cobelli, il problema si risolve perché, conoscendo l’esatta posizione del tumore nella ghiandola prostatica, è possibile prelevare campioni di tessuto ai margini del tumore, mandarli all’esame istologico intraoperatorio, e decidere in base al risultato se procedere con la loro rimozione oppure no».

Genova Anno XII – n. 60 – 14.11.2014 Pagine Nazionali

A verificare l’efficacia di questa metodica è stato uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Radiology. La ricerca ha interessato 278 pazienti con tumore alla prostata.

Prof. Aldo Franco De Rose* da Salute Repubblica del 02/12/2014 – aldofdr@libero.it

La nuova metodica rende infatti possibile l’individuazione di tumori anche di dimensioni millimetriche, compresi tra 0,6 e 6 mm, e risulta confortevole in quanto non utilizza la bobina endorettale.

Ma l’attenzione oggi sembra puntata sulla RM multiparametrica, i cui vantaggi riguardano in modo particolare la diagnosi e il trattamento del tumore prostatico. Nel campo della diagnosi consente infatti di orientare i prelievi della biopsia in modo molto più selettivo verso le piccolissime zone sospette, dove è probabile che si trovi il tumore, evitando quindi i 12-18- 24- 36 prelievi attualmente eseguiti quando il PSA è elevato e il tumore non è evidente come succede con l’ecografia. Inoltre molte altre biopsie potranno essere evitate o rimandate qualora, in presenza di un PSA elevato, non sia dimostrabile alcuna zona sospetta per tumore.

“Inoltre all’Istituto Europeo di Oncologia milanese, dove questa innovativa indagine è utilizzata già da qualche anno, precisa il prof Massimo Bellomi, Direttore della divisione di Radiologia, viene impiegata anche la risonanza “Diffusion Whole Body”, l’unica in Italia, che permette di individuare con estrema precisione i tumori di piccolissime dimensioni in tutte le altre parti del corpo e quindi utilizzata anche per alcuni casi di prevenzione”.

You Might Also Like