Biopsia prostatica e flogosi cronica: cosa vuol dire

La formazione di un ascesso prostatico rende necessario un piccolo intervento chirurgico, per drenare il pus.
La batteriemia e la sepsi impongono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili dell’infiammazione prostatica e da eseguirsi in ambito ospedaliero, sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze mediche e richiedono l’intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
Infine, l’incapacità a urinare costringe i pazienti all’uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

Ai pazienti con un’infiammazione della prostata di origine batterica (acuta o cronica non ha importanza), i medici raccomandano scrupolosamente di seguire e portare a termine la terapia antibiotica secondo le indicazioni che loro stessi hanno impartito; quindi, per nessun motivo, nemmeno nel caso in cui i sintomi scompaiano già dopo pochi giorni di trattamento, le persone in cura devono sospendere anzitempo le assunzioni.
Tutto ciò si spiega con il fatto che, solo rispettando tali raccomandazioni, sussistono le basi per una buona, se non ottimale, guarigione.

  • Bere molta acqua;
  • Astenersi dalla pratica sessuale (N.B: si ricorda che anche il partner dovrebbe seguire la terapia antibiotica);
  • Fare bagni caldi;
  • Evitare l’utilizzo della bicicletta;
  • Impiegare sempre un cuscino, quando ci si siede per lunghi periodi di tempo;
  • Evitare il consumo di caffè, alcolici e cibispeziati;
  • Ricorrere a decongestionantifitoterapici (decotti e infusi a base di gramigna, equiseto, radice di prezzemolo, foglie di carciofo, salvia, betulla, uva ursina o tarassaco).

L’iter diagnostico per individuare le infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica è lo stesso previsto per le forme acute di origine batterica; pertanto, sono fondamentali alla diagnosi: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e i test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
In assenza di trattamenti adeguati, da una prostatite di tipo II possono derivare diverse complicanze, tra cui: l’incapacità di urinare, la batteriemia o la sepsi, e l’ascesso prostatico.
Non esistono sufficienti evidenze scientifiche a sostegno della tesi secondo cui l’infiammazione della prostata – acuta o cronica – di origine batterica favorirebbe, in qualche modo, lo sviluppo di neoplasie a livello prostatico.

A definire tale classificazione fu un’agenzia sanitaria statunitense, nota come Istituto Nazionale del Diabete e delle Malattie Digestive e Renali o NIDDK, esattamente nel 1999; in realtà, NIDDK rielaborò una classificazione delle prostatiti risalente al 1968, la quale chiamava prostatodinia l’infiammazione prostatica cronica non-batterica ed escludeva l’infiammazione asintomatica della prostata (perché se ne ignorava l’esistenza).

L’infiammazione della prostata acuta, di origine batterica, è una forma di prostatite provocata da batteri, i cui sintomi compaiono in modo brusco e improvviso.
Nota anche come prostatite di tipo I, questa infiammazione della prostata può essere la conseguenza di:

L’infiammazione della prostata cronica di origine batterica è la prostatite causata da batteri, la cui sintomatologia compare in modo graduale e presenta una caratteristica persistenza (il termine cronico si riferisce proprio al carattere persistente).
Conosciuta anche come prostatite di tipo II, l’infiammazione della prostata cronica di origine batterica può essere: l’esito del mancato trattamento di una prostatite acuta di origine batterica, la conseguenza di un’infezione delle vie urinarie o, infine, la complicanza di un’epididimite (infezione testicolare).
I sintomi e i segni delle prostatiti croniche di origine batterica ricordano molto i disturbi caratteristici delle prostatiti acute di origine batterica; di differente hanno:

Se il trattamento delle prostatiti batteriche è ben chiaro e definito, il trattamento delle forme croniche non-batteriche non lo è affatto e, in alcune circostanze, solleva diversi discussioni. Attualmente, i medici propendono per una terapia che includa:

  • febbre alta con brividi,
  • dolore pelvico,
  • dolore scrotale,
  • dolore alla zona lombare della schiena,
  • dolore inguinale,
  • disturbi urinari di vario tipo (disuria, stranguria, bisogno impellente di urinare, ematuria ecc.),
  • emospermia,
  • eiaculazione dolorosa,
  • defecazione dolorosa
  • dolore durante i rapporti sessuali.
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